Dopo un 2023 sotto pressione a causa dei tassi di interesse elevati gli asset alternativi tornano interessanti in portafoglio, soprattutto in ottica di rendimento di lungo periodo. Nelle Capital Market Assumptions per il 2024 il team di analisi quantitativa e investimenti multi-asset di Amundi, formato da Viviana Gisimundo, John O'Toole, Thomas Walsh e Nicola Zanetti, ha calcolato i ritorni attesi a 10 anni per varie asset class, dai bond sovrani fino agli asset illiquidi. Quello che emerge è come i rendimenti più elevati in assoluto, pari all'8,8%, siano attesi proprio dal private equity globale, meglio di tutte le categorie di azionario quotato (emergenti compresi). Nel documento, spiegano gli esperti della società di gestione transalpina, «si delineano profili di rischio/rendimento attraenti per gli asset reali e alternativi e si conferma la performance aggiuntiva di questi asset rispetto a quelli quotati, legata alla loro remunerazione per l'esposizione al rischio di liquidità». Nei prossimi 10 anni, proseguono i money manager, «si prevede una leggera diminuzione dei rendimenti attesi del portafoglio per tutti i profili di investitori, poiché i rendimenti dell'universo degli investimenti sono in media rivisti al ribasso». Per far fronte a questo fenomeno «l'asset allocation strategica dovrà essere ancora più diversificata per far fronte alla maggiore volatilità attesa degli asset rischiosi». In questo contesto «gli asset reali e alternativi sono interessanti in quanto contribuiscono a migliorare i rendimenti adeguati al rischio del portafoglio». Gli investitori dovranno inoltre «calibrare attentamente il loro profilo di liquidità: potrebbe essere opportuno per loro prendere in considerazione una componente dedicata agli asset reali e alternativi, separata dal resto delle loro attività liquide».
Ma a quanto ammonta l'allocazione ideale in asset alternativi o illiquidi? Gli esperti di Amundi la quantificano «nel 20% circa: il calo dei rendimenti azionari attesi sarà infatti una sfida per la tradizionale allocazione 60% azioni 40% obbligazioni». Gli investitori dovranno pertanto «aggiungere asset reali per cercare di ottenere rendimenti nell'ordine del 6%».
Guardando alle singole tipologie di asset reali, gli hedge fund (performance attesa del 5,6%) rivestono un'importanza in portafoglio perché «mantengono il loro ruolo di diversificazione, mostrando ritorni interessanti associati a un rischio moderato». Le infrastrutture (5,9% atteso) «sono ben supportate dai ritorni dell'azionario quotato e dai trend dell'inflazione».
Interessante il caso del private debt (6,9% la stima di ritorno) che, secondo i money manager di Amundi, «dovrebbe trarre beneficio dai suoi profili di fluttuazione, che mostrano un migliore rapporto rischio-rendimento». Mentre l'immobiliare (4% quello europeo, 4,6% quello americano) dovrebbe essere il sotto-settore più in difficoltà, in quanto «potrebbe soffrire a causa delle valutazioni elevate e dei rischi fisici, anche se il rendimento atteso degli asset e la crescita degli affitti sono attualmente in linea con le loro medie storiche».
E infine c'è il private equity che, come già specificato, dovrebbe essere l'asset class a maggior ritorno nei prossimi 10 anni: tra le azioni quotate solo l'equity indiano, con il 7,4%, riesce in qualche modo a fargli concorrenza, anche se il private equity lo distacca di oltre un punto percentuale. «Il private equity», spiegano gli esperti di Amundi, «si conferma come l'investimento a cui guardare in cerca di ritorni più attraenti, anche se i tassi più alti potrebbero limitare in parte le prospettive di rendimento». (riproduzione riservata)