Il timore dei dazi (e della possibile esplosione dei costi per l’importazione di componenti cruciali) sembra spingere le big tech alla cautela. Amazon Web Services (Aws), in particolare, ha sospeso alcune trattative per l’affitto di nuovi data center. Lo rivelano gli analisti di Wells Fargo in un report sulla società, ventilando un generale rallentamento della spesa per le costose strutture che servono ad alimentare l’intelligenza artificiale. Tuttavia, il gruppo guidato da Jeff Bezos nega cambiamenti nella strategia e conferma gli ingenti investimenti previsti nel settore. La notizia arriva dopo che un’altra big - Microsoft - ha rinviato alcuni progetti infrastrutturali già programmati, pur senza cancellare gli accordi siglati.
«Durante il fine settimana abbiamo appreso da diverse fonti del settore che Aws ha messo in pausa una parte delle discussioni sul leasing per i data center (in particolare a livello internazionale)», hanno scritto gli analisti di Wells Fargo in una nota riportata da Cnbc. La posizione di Amazon, hanno aggiunto, «è simile a quella espressa di recente da Microsoft». Ovvero nessuna disdetta dei contratti per le strutture, ma una rimodulazione dei tempi.
Il rallentamento si lega alle forti tensioni commerciali che stanno iniziando ad influenzare i piani di spesa dei colossi tecnologici. I dazi annunciati dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, rischiano infatti di far esplodere il costo di numerosi componenti chiave - importati dall’estero - per i prodotti più avanzati, come le unità grafiche di Nvidia che sono alla base di molte soluzioni di AI.
Tra ottobre e dicembre 2024 Amazon ha fatto investimenti per 26,3 miliardi di dollari e, in occasione dei conti annuali, il ceo Andy Jessy ha dichiarato che questo è il ritmo che intende mantenere nel 2025. Calcolatrice alla mano, significa superare i 100 miliardi. Gli investimenti saranno dirottati soprattutto sull’AI e, quindi, sui data center. Tuttavia, questi progetti sono stati fatti prima che la scure dei dazi di Trump travolgesse i mercati e le supply chain globali.
Inoltre, uno sforzo di tali dimensioni, impegnativo anche per un colosso come Amazon, non ha convinto analisti e investitori. Il timore, che riguarda anche Microsoft e gli altri colossi americani coinvolti nella corsa all’AI, è che gli investimenti monstre non diano un ritorno in termini di aumento del fatturato e dell’utile. Amazon è ora attesa alla prova dei conti del primo trimestre 2025 che saranno pubblicati il 1° maggio. (riproduzione riservata)