Standard di collaudo europei per i veicoli autonomi: è questa la proposta formulata da Allianz in occasione del tredicesimo Motor Day. L’iniziativa arriva in un momento storico in cui i miglioramenti nella sicurezza dei veicoli hanno portato a un calo degli incidenti e delle richieste di risarcimento per responsabilità civile automobilistica.
«Ogni progresso tecnologico deve tradursi in meno collisioni, meno vittime e maggiore indipendenza per milioni di persone», ha affermato il membro del board management di Allianz Klaus-Peter Roehler. Su questa falsariga, spiega Allianz, i veicoli a guida autonoma dovrebbero essere soggetti a un iter di collaudo uniforme in tutta Europa, dal momento che il processo di certificazione non è ancora disciplinato in maniera esaustiva dalle disposizioni Ue 2022/1426.
Un progetto più fine e completo dovrebbe invece includere simulazioni di guida digitali e un collaudo pratico in identiche condizioni predefinite (come nelle frenate o nelle manovre di emergenza) e reali (come di notte o in autostrada).
Per registrare poi i danni e poterli studiare, così da evitare che si ripetano in futuro, il gruppo sostiene la creazione di un database europeo gestito da produttori, regolatori e assicuratori così da «garantire una verifica affidabile dei necessari standard di sicurezza in tutta l’Ue. Chiamiamola patente di guida per i veicoli autonomi», ha sottolineato Roehler.
Questi ultimi dovranno dunque «dimostrare di potersi muovere e procedere in sicurezza in tutte le situazioni di guida».
L’invito si basa su dati che attestano l’efficacia di sistemi di sicurezza come gli Adas, che utilizzano sensori quali radar, telecamere e software, e l’Aeb, la frenata di emergenza automatizzata. Si tratta di funzionalità che hanno ridotto del 30% le collisioni nella parte posteriore della macchina in condizioni di traffico scorrevole, secondo un’analisi di Allianz. I meccanismi più avanzati hanno inoltre comportato un calo del 66% gli incidenti in retromarcia nei casi di parcheggio.
Certo è che col raffinamento della tecnologia e dei sistemi di automazione, aumenteranno i risarcimenti in spese di riparazione, soprattutto per via dei costi dei sensori e della manodopera.
Un sondaggio realizzato dal gruppo fa emergere che sono gli italiani ad avere il più alto livello di fiducia nelle auto senza conducente (65%), mentre i più critici sono gli intervistati nel Regno Unito (44%). I tedeschi si collocano nella media, al 57%.
Anche perché quando la responsabilità della guida passa dagli esseri umani ai veicoli autonomi, stabilire la responsabilità dopo un incidente diventa più complesso. La questione è se la guida autonoma richieda un nuovo sistema di responsabilità o se l’assicurazione auto tradizionale possa essere alla fine sostituita dalla responsabilità di prodotto per il costruttore/operatore. (riproduzione riservata)