Non è tutto oro quello che luccica. Alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, però, questo detto varrà un po’ meno. Le medaglie che verranno assegnate, 1.146 in totale tra Giochi Olimpici e Paralimpici, distribuite in 195 eventi, saranno infatti le più preziose di sempre, almeno dal punto di vista del valore dei metalli. Per le Olimpiadi sono previste 245 medaglie d’oro, 245 d’argento e 245 di bronzo, mentre i Giochi Paralimpici metteranno in palio 137 medaglie per ciascun metallo. Tutte avranno 80 millimetri di diametro e 10 millimetri di spessore, a conferma di una scelta di continuità stilistica e simbolica.
La composizione segue la tradizione olimpica: la medaglia d’oro è realizzata in argento 999 con una placcatura in oro puro 999,9 pari a circa 6 grammi, per un peso complessivo di 506 grammi; la medaglia d’argento è interamente in argento 999 e pesa 500 grammi; la medaglia di bronzo è in rame e pesa 420 grammi.
Perchè quelle di Milano Cortina 2026 saranno le medaglie olimpiche più costose di sempre?
Non perché «valgano» di più in senso sportivo - un valore che non si misura - ma perché nel frattempo il prezzo dei metalli preziosi è esploso. Dai Giochi di Parigi del luglio 2024, secondo i dati FactSet, i prezzi spot di oro e argento sono aumentati rispettivamente del 107% e del 200%. Dunque, se si guarda esclusivamente al contenuto metallico, oggi una medaglia d’oro ha un valore stimato intorno ai 2.300 dollari, circa 1.950 euro al cambio attuale.
La medaglia d’argento arriva a 1.400 dollari, pari a circa 1.190 euro, fino a tre volte il valore di due anni fa, quando si disputarono le Olimpiadi parigine. All’opposto, la medaglia di bronzo, pur pesando 420 grammi, vale circa 5,60 dollari, poco meno di 5 euro, in termini di metallo. E c’è poi un paradosso che accompagna da sempre il podio olimpico: nella medaglia del vincitore l’oro è pochissimo.
Nel caso di Milano Cortina, solo 6 grammi su oltre mezzo chilo sono effettivamente oro puro. Il resto è argento. È anche vero che le medaglie olimpiche non sono più in oro massiccio dal 1912, ma ciò non significa che il valore di una medaglia si esaurisce nel metallo. Il Comitato Olimpico Internazionale, inoltre, non prevede premi in denaro diretti: i riconoscimenti economici sono demandati ai singoli comitati nazionali, con differenze marcate tra Paesi.
L’Italia si conferma tra le più generose. Il Coni ha confermato anche per Milano Cortina 2026 i premi già previsti nelle ultime edizioni: 180mila euro per l’oro, 90mila euro per l’argento e 45mia euro per il bronzo. E poi non bisogna dimenticare il mercato del collezionismo dove il prezzo può moltiplicarsi in funzione dell’atleta e del momento storico. Il caso più noto resta quello di Jesse Owens, che vinse quattro ori alle Olimpiadi di Berlino del 1936: una di quelle medaglie è stata venduta all’asta per oltre 1,4 milioni di dollari, circa 1,2 milioni di euro.
La produzione delle medaglie di Milano Cortina 2026 è stata affidata all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. «Siamo al fianco del Comitato Olimpico, del Comitato Paralimpico e della Fondazione Milano Cortina per celebrare il momento della vittoria e gli anni di impegno, sacrificio e dedizione degli atleti e dei loro team», ha spiegato l’amministratore delegato Michele Sciscioli. «Con le medaglie Olimpiche diamo valore e forma all’intangibile: ogni medaglia rappresenta la volontà e gli sforzi necessari per vincere», ha concluso l’ad. (riproduzione riservata)