Anticipare le tendenze che caratterizzano il settore legale. Un obiettivo ambizioso e complesso in un periodo storico di grande cambiamento non solo per il comparto ma per l’intero ecosistema globale. È con questo proposito che si è svolta giovedì 1 febbraio la Mf Legal Summit, l’evento organizzato da Class Editori dedicato ai protagonisti della professione legale che rappresenta la prima tappa del percorso in collegamento con la Legal week di New York. Un momento di confronto per anticipare le tendenze già emerse oltreoceano e verificarne l’attualità e gli impatti per il settore legale italiano, oltre che per approfondire le sfide più attuali per i professionisti del nostro Paese.
Dall’AI, alla sostenibilità ai nuovi sistemi di governance, sono diverse le sfide che si prepara ad affrontare il comparto e che potrebbero cambiare le regole del gioco.
Da oltreoceano, Bill Carter e Michelle Williams, rispettivamente presidente di Alm Media e partner di Clifford Chance non hanno dubbi: «dall’inizio del 2000 la tecnologia è diventata sempre più fondamentale per uno studio legale. Ora l’AI sta facendo ripensare alla loro gestione», spiega Carter. Per la socia della law firm inglese anche la sostenibilità non è un tema da poco conto «l’uso dell’acronimo Esg può esser finito», sottolinea Williams, «ma il suo significato rimane fondamentale. Esiste da sempre, e rimarrà come concetto per gli investitori».
Secondo Luca Arnaboldi, managing partner di Carnelutti Law Firm e presidente dell’American Chamber of Commerce in Italy, il mondo legal «si trova in una fase di velocissimo apprendimento per capire le dimensioni del fenomeno dell’AI e come usarlo». «Prudenza e cautela sono nella natura dell’avvocatura, sono però scettico che si possa fermare uno tsunami imponendo le mani», ha aggiunto Arnaboldi. Se non fermarlo bisognerà però almeno gestirlo. L’intelligenza artificiale che infatti delle capacità predittive ed elaborative dei dati incredibili che «ha già migliorato la nostra conoscenza della giurisprudenza», secondo Paola Severino Di Benedetto, presidente della Luiss School of Law. «Il grande limite dell’intelligenza artificiale«, spiega Di Benedetto, «è il non poter controllare l’origine e le modalità con cui colleziona i suoi dati. Nessun muro è invalicabile da un attacco hacker. Io però consiglio sempre agli studi una certificazione di sicurezza».
Il tema è urgente, secondo Giorgio Martellino vicepresidente dell’Aige, se si pensa che all’interno delle aziende bisogna utilizzare l’AI per trattare di principi fondamentali come la tutela della sicurezza delle informazioni e della proprietà intellettuale». Un utilizzo quest’ultimo che per Antonio Ciccia Messina, professore a contratto all’Università della Valle d’Aosta, impone che lo sviluppo tecnologico «corra di pari passo con la legislazione e la formazione che invece restano più indietro». Costatato che gli studi legali siano tra gli attori più esposti all’avvento delle nuove macchine, secondo gli stessi avvocati è dunque il momento di sperimentare. «L’industria legal è quella più a rischio di sostituzione da parte dell’intelligenza artificiale. Bisogna sporcarsi le mani e provarla. La priorità è avere un mindset di apertura verso l’innovazione», secondo Alessandro Renna founder e ceo di 4cLegal. Una visione sposata anche da Alessia Placchi, membro del comitato per le pari opportunità dell’Ordine degli Avvocati di Milano. «Dobbiamo sperimentare l’uso dell’AI. Tanti studi hanno iniziato a usarla, la digitalizzazione dev’essere cavalcata», ha detto Placchi.
Anche le riforme, da quella fiscale a quella della giustizia fino al Pnrr, rappresentano un altro tassello per la formazione del legale dei prossimi tempi. Giuseppe Marino, socio fondatore di MB Associati, sottolinea come anche in questo caso ci «sia bisogno di un grande spirito d’innovazione» poiché «la gestione dei rischi fiscali tramite AI è possibile anche in piccole realtà». In questo caso l’evoluzione normativa sta comunque facendo il suo. Sara Armella, avvocato fondatore Armella & Associati, evidenzia ad esempio che «la riforma fiscale sta portando molti cambiamenti». «Nella nuova procedura di accertamento avviene una rivoluzione copernicana a favore del contribuente», aggiunge Stefano Loconte, fondatore e managing partner di Loconte&Partner. Anche in merito alle criptoattività Fabrizio Vedana, partner e amministratore di Across Family Advisors, ricorda che «a livello europeo è stata emanata una nuova normativa che definisce le regole comportamentali per questi operatori».
Quanto al Pnrr, Rosaria Arancio partner Grimaldi Alliance, sottolinea che «considerando le condizioni di partenza, l’esperienza dei fondi Pnrr è stata positiva». Anche in ambito di riforma giudiziaria Debora Alberici e Emanuele Fisicaro, rispettivamente fondatori di Cassazione.net dello studio legale FisicaroØ& Partners, hanno messo in luce vantaggi e svantaggi dell’ultima riforma Cartabbia. Un campo, quello della giustizia, «dove la potenzialità della digitalizzazione si scontra con le difficoltà delle infrastrutture, tante sono ancora inadeguate», conclude Carlo Foglieni, presidente nazionale dell’ Aiga. (riproduzione riservata)