Oltre 2,5 milioni di euro raccolti, un centinaio di strutture già attivate e un mercato in forte trasformazione. Sono questi i numeri di dAIrect, startup italiana che sviluppa soluzioni per rendere hotel e operatori turistici visibili e prenotabili nell'ecosistema dell'intelligenza artificiale generativa.
La società ha raccolto finora oltre 1 milione di euro da investitori, con il supporto di investitori privati e di Cassa Depositi e Prestiti Venture Capital attraverso il programma Fin+Tech Accelerator, a cui si aggiungono circa 1,5 milioni di euro di finanziamenti, per una raccolta complessiva superiore a 2,5 milioni di euro.
L'interesse degli investitori riflette una trasformazione in corso nel settore dei viaggi. Una quota crescente di utenti non parte più da motori di ricerca o portali di prenotazione online, ma si rivolge direttamente agli assistenti basati sull'intelligenza artificiale per chiedere dove soggiornare, cosa visitare e come organizzare il viaggio. Secondo l'Hospitality & Travel Report di Adyen, nel 2025 un italiano su tre ha già utilizzato strumenti di intelligenza artificiale per pianificare le proprie vacanze, mentre secondo Bain & Company questa percentuale potrebbe superare il 60% entro la fine del 2026.
Nonostante questa evoluzione, gran parte delle strutture ricettive rischia di restare esclusa dal nuovo canale di scoperta della domanda. Secondo il report World's Best at AI 2025 Index di HotelWorld AI, solo il 16% degli hotel compare nelle risposte generate dagli assistenti artificiali. Il risultato è che piattaforme come Booking ed Expedia continuano a dominare le raccomandazioni, mentre molti siti ufficiali degli hotel rimangono invisibili agli algoritmi che oggi influenzano le decisioni di viaggio.
È proprio su questo problema che interviene dAIrect. La piattaforma analizza, ottimizza e monitora la presenza delle strutture sui principali sistemi di intelligenza artificiale, consentendo agli hotel di aumentare la probabilità di essere suggeriti nelle risposte generate da ChatGPT, Gemini, Claude, Perplexity e DeepSeek. Attraverso un gestionale dedicato, gli operatori possono inoltre misurare traffico, visibilità e performance provenienti dai canali AI, un dato che oggi risulta quasi sempre assente dalle tradizionali attività di marketing digitale.
La crescita dell'azienda è già accompagnata da un network in costante crescita. dAIrect collabora con circa 100 strutture ricettive e con gruppi alberghieri come VOIhotels, Mokinba e Italian Hotel Group. Attualmente genera circa 500.000 euro di ricavi ricorrenti annuali e punta a raggiungere 1 milione di euro entro la fine dell'anno.
A conferma del potenziale della soluzione, dAIrect è stata inoltre selezionata da Nvidia per il programma internazionale Inception, dedicato alle startup più innovative nel campo dell'intelligenza artificiale. Dopo il lancio sul mercato italiano, la società sta espandendo la propria presenza in Spagna e ha avviato i piani di sviluppo in Portogallo e Grecia, con l'obiettivo di costruire un'infrastruttura per il turismo capace di rendere hotel, destinazioni, ristoranti ed esperienze sempre più visibili, raccomandabili e prenotabili nell'era dell'intelligenza artificiale.
«Gli hotel stanno affrontando un cambio di paradigma simile a quello vissuto con la nascita del web», spiega Antonio Picozzi, ceo e co-founder di dAirect. «Stiamo infatti entrando nell’era del web “agentico”, in cui non è più l’utente a navigare e confrontare, ma è l’AI a scegliere e consigliare le alternative al posto suo. In questo nuovo scenario, se una struttura non è trovabile e leggibile per questi sistemi, di fatto non esiste nel momento in cui il cliente prende la decisione. Non è semplicemente meno visibile: è fuori dal processo di scelta. Il punto critico è che la maggior parte dei siti hotel non è progettata per questo contesto: sono statici, poco manutenuti e non ottimizzati dal punto di vista tecnico e semantico per l’Intelligenza Artificiale. Di conseguenza, anche un sito perfettamente funzionante per un utente umano può risultare invisibile o non interpretabile per un agente AI».