Il presidente di Fondazione Friuli Giuseppe Morandini è il vicepresidente vicario dell’Acri, figura introdotta dal nuovo statuto dell’associazione nazionale che raggruppa le fondazioni italiane di origine bancaria. Lo ha eletto il consiglio dell’Acri che in questo modo ha decretato «un riconoscimento - scrive l’associazione in una nota - del suo impegno profuso in questi anni: dal 2019 è vicepresidente con delega ai rapporti istituzionali».
In Acri l’imprenditore friulano, anche ex presidente della Piccola Industria di Confindustria e da maggio 2017 presidente della Fondazione Friuli (ex Crup), è di fatto considerato il vicepresidente ombra di Giovanni Azzone, da quando il numero uno di Cariplo ha raccolto lo scorso anno l’eredità di Francesco Profumo. Grande conoscitore del territorio e delle piccole realtà associate all’Acri, ha preso parte alla Consulta delle Fondazioni del Triveneto.
Morandini, che ha curato da vicino la complessa riforma dello statuto dell’associazione, che ha dovuto riscrivere le regole per l’elezione del presidente e introdurre la figura del vicepresidente vicario (chiamato a svolgere fra i quattro vicepresidenti le funzioni di presidente in caso di assenza o impedimento di quest’ultimo), scadrà ad aprile di quest’anno e non è più rieleggibile per il limite dei due mandati del protocollo Acri-Mef. Dunque, Morandini non potrà più far parte del consiglio dell’Acri che prevede la partecipazione soltanto di presidenti in carica di Fondazioni.
La revisione dello statuto è stata deliberata dall'assemblea straordinaria dell'associazione il 14 novembre. I prossimi appuntamenti dell’Acri sono l’assemblea di aprile in cui dopo l’anno in sostituzione di Profumo, dimessosi 12 mesi prima della fine del mandato naturale, Azzone cerca la riconferma e il congresso nazionale dell’associazione il 12 e 13 giugno che quest’anno si terrà a Gorizia, sede della fondazione CariGo. (riproduzione riservata)