Nell’ambito dei piani di spesa per la difesa europea un ruolo chiave lo giocano anche le infrastrutture strategiche: per i trasporti, digitali, ma anche per l’indipendenza energetica. Un treno che rientra nel macro-filone della sovranità europea e che entro il 2031 potrebbe creare oltre 700 miliardi di euro di spesa pubblica aggiuntiva per i Paesi del blocco.
Un’opportunità per molte aziende quotate e, di riflesso, per gli investitori. A pochi giorni dal lancio del primo Etf sulla ricostruzione dell’Ucraina da parte di Hanetf stavolta è il turno di WisdomTree, che quota su Borsa Italiana (e in altre piazze del continente) l’Etf Europe Infrastructure.
Si tratta di un comparto passivo, che si propone di replicare la performance in termini di prezzo e rendimento, al lordo di commissioni e spese, dell’indice proprietario WisdomTree Europe Infrastructure. L’Etf ha un total expense ratio (ter), cioè il costo, dello 0,45% annuo.
L'indice, a sua volta, è progettato per replicare le società globali coinvolte nel settore delle infrastrutture europee. La strategia si concentra su società che operano nei settori dell’ingegneria e dell’edilizia, che producono componenti infrastrutturali specializzati e che forniscono materiali fondamentali per la costruzione di questi asset. Al contrario, in genere non include società di servizi pubblici e altri operatori i cui utili sono legati principalmente alla gestione delle reti esistenti.
A livello di composizione, l’indice di riferimento ha 72 società in portafoglio, per una capitalizzazione di mercato di 1,14 miliardi di dollari. Il rendimento da dividendo dell’indice è pari all’1,87%, più uno 0,91% di rendimento lordo da buyback.
Per quanto riguarda i titoli, il settore più rappresentato è quello industriale, che pesa per circa tre quarti della capitalizzazione complessiva. Mentre a livello geografico il podio dei Paesi è composto da Francia (22%), Germania (16%) e Spagna (13%).
L’Italia è quarta con l’11% della capitalizzazione totale, frutto per la maggior parte del primo titolo in portafoglio: si tratta di Prysmian, che ha un peso nell’indice pari all’8,22% e precede Siemens Energy e la francese Vinci, entrambe al 7,3%. (riproduzione riservata)