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A chi giova lo scandalo (presunto) sulle tasse dei magnati Usa
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A chi giova lo scandalo (presunto) sulle tasse dei magnati Usa

di The Editorial Board
09 giugno 2021, 17:43 Ultimo aggiornamento: 17:58

Qualcuno ha fatto trapelare a ProPublica informazioni fiscali riguardanti privati cittadini per servire l'agenda elettorale della sinistra democratica. Questo è il vero scandalo, non il confondere tasse sui redditi con imposte sui patrimoni

Non c'è voluto molto tempo. A meno di sei mesi dall’inizio della presidenza Biden, l'Internal Revenue Service (l’Agenzia delle Entrate statunitense, ndt) è già al centro di uno scandalo per abuso di potere. La notizia è scoppiata martedì 8 quando ProPublica, un sito web il cui giornalismo promuove cause progressiste, ha pubblicato informazioni da quelli che ha detto essere 15 anni di dichiarazioni dei redditi di Jeff Bezos, Warren Buffett e altri ricchi americani.

Far trapelare tali informazioni è un crimine, poiché secondo la legge federale le dichiarazioni dei redditi sono confidenziali. ProPublica dice di aver ricevuto i file da "una fonte anonima" e non sa chi li abbia forniti, come siano stati ottenuti o quali siano le motivazioni della fonte.

Permetteteci di riempire l'ultimo spazio che manca. La storia arriva nel bel mezzo dello sforzo dell'amministrazione Biden di far passare il più grande aumento delle tasse, inteso in percentuale del Pil, dal 1968. Il principale argomento democratico per un aumento delle tasse è che i ricchi dovrebbero pagare la loro "giusta quota". Il servizio di ProPublica argomenta a lungo che in qualche modo i ricchi non pagano abbastanza. Il tempismo qui non è una coincidenza, compagno.

Qualcuno all’IRS, o qualcuno che ha hackerato l'IRS, ha diffuso i documenti per influenzare il dibattito al Congresso. È giusto in tempo, Ron Wyden, l’esattore in capo del Senato, martedì 8 ha aperto un'udienza del Finance Committee menzionando lo scarico dei dati di ProPublica.

"Ciò che questi dati rivelano è che i più ricchi del paese - che hanno beneficiato immensamente durante la pandemia - non hanno pagato la loro giusta quota", ha detto Wyden. "Farò una proposta per cambiare tutto ciò". Potete scommettere che lo farà.

Eppure, il fatto sorprendente della storia iniziale di ProPublica (secondo cui altre rivelazioni continueranno per mesi) è quanto poco drammatiche siano quelle scoperte. Si scopre che i miliardari sono molto bravi a ridurre il loro reddito imponibile. C'è qualcuno che non lo sapeva?

Investitori e imprenditori come i Buffett e i Bezos conseguono la maggior parte dei loro soldi dall'apprezzamento del valore dei loro beni. La maggior parte della ricchezza di Bezos proviene dal valore crescente delle sue azioni di Amazon, che ha fondato. Buffett ha ammesso da tempo che paga un'aliquota d'imposta sul reddito relativamente bassa perché la sua ricchezza si basa sul valore della sua azienda, Berkshire Hathaway.

Non ci sono prove di illegalità nella storia di ProPublica. Come da queste colonne si continua a sottolineare, i ricchi possono permettersi di assumere avvocati e contabili per sfruttare ogni parte del codice tributario per pagare la quantità minima di imposta sul reddito che la legge consente.

ProPublica lo sa, così con la sua storia cerca di inventare uno scandalo calcolando quella che chiama la "vera aliquota fiscale" che questi signori stanno pagando. Questo è un costrutto fasullo, che non esiste da nessuna parte nella legge e confronta quanto la "ricchezza" di questi individui sia aumentata dal 2014 al 2018 rispetto a quante tasse sul reddito hanno pagato. ProPublica dice che la "vera aliquota fiscale" di Buffett in quel periodo è stata solo dello 0,10%.

Ma la ricchezza e il reddito sono diversi, e ciò che gli americani pagano è una imposta sul reddito, non sulla ricchezza. ProPublica punta molto sul fatto che questi miliardari pagano un’aliquota più bassa sulle plusvalenze e sui dividendi che sul reddito, suggerendo che ciò sia ingiusto. Ma non lo è.

L’aliquota fiscale preferenziale sulle plusvalenze azionarie e i dividendi è stata una parte centrale del codice tributario per decenni, e per buone ragioni. Il Congresso ha voluto incoraggiare gli investimenti di capitale; quelle partecipazioni sono spesso detenute per decenni e i guadagni sono realizzati solo al momento della loro vendita; i guadagni non possono essere rettificati in diminuzione per l'inflazione degli anni in cui le partecipazioni sono state detenute; e gli investitori non possono dedurre le perdite nette di capitale dal reddito oltre i 3.000 dollari l'anno. Maggioranze bipartisan hanno a lungo sostenuto questa parte del codice.

Ma tutto ciò è cambiato quando la sinistra politica è cresciuta all’interno del Partito Democratico, e i senatori Elizabeth Warren e Bernie Sanders hanno fatto campagna per la presidenza, chiedendo una nuova imposta sulla ricchezza. La storia di ProPublica sostiene essenzialmente l'agenda politica Warren-Sanders. Tralasciando il merito delle loro argomentazioni, il punto politico è che la Warren e Sanders hanno perso. Biden non ha fatto campagna sulla modifica delle imposte sui patrimoni.

Tutto ciò lascia ancora inespresso il vero scandalo, che è il fatto che qualcuno ha fatto trapelare informazioni riservate dell'IRS su privati cittadini per servire un'agenda politica. Questa è la stessa agenzia delle entrate che ha perseguito una vendetta contro i gruppi non profit conservatori durante l'amministrazione Obama. Chi ricorda Lois Lerner? (iscritta al Partito democratico e direttore della sezione dell’Irs incaricata dei controlli, nel 2013 ammise dopo averlo negato a lungo che alcuni dipendenti dell’agenzia avevano attuato controlli fiscali mirati nei confronti dei gruppi repubblicani avversi all’amministrazione di Barack Obama, ndr).

Questo è anche lo stesso IRS che i democratici ora vogliono far rifinanziare dallo Stato con 80 miliardi di dollari in più per inseguire una quantità fantasiosa di tasse non riscosse. Come parte di questo sforzo, Biden vuole che l'IRS raccolga delle istituzioni finanziarie "afflussi e deflussi lordi di tutti i conti aziendali e personali". Perché? Per poi far trapelare le informazioni a ProPublica?

L'IRS dice di aver iniziato un'indagine sulla divulgazione delle dichiarazioni dei redditi, e di voler perseguire con tutti i mezzi i colpevoli fino alla prigione. Ma il Congresso non dovrebbe fidarsi di dare all’IRS più potere e denaro di quanto non ne abbia già.


(Translated from the original version by Milano Finanza Editorial Staff)

MF+MIFI + The Wall Street Journal


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