Apertura contrastata per Wall Street, con il calo di Dow Jones (-0,49%) ed S&P 500 (-0,20%) e per contro il Nasdaq in rialzo dello 0,12%. Gli operatori di mercato restano in attesa di una nuova tranche di trimestrali, dopo le comunicazioni di Netflix e Tesla delle ultime sedute.
Sul fronte azionario ieri Tesla (+4,61% a 776,70 dollari) ha comunicato che la società ha attraversato un "inferno per l'approvvigionamento". Le interruzioni alla produzione in Cina per i lockdown e gli alti costi di ampliamento di nuovi impianti in Texas e Germania hanno pesato sull'utile netto del secondo trimestre, che comunque è il doppio dello stesso periodo 2021. Ciò nonostante, Elon Musk ritiene che la produzione di macchine elettriche possa riemergere nella seconda parte dell'anno: alla luce di un secondo trimestre sopra le aspettative, Tesla punta ancora ad aumentare del 50% le consegne di auto per il 2022. Rimanendo all'interno del settore automobilistico, Ford (+1,06% a 12,87 dollari) ha proposto di tagliare posti di lavoro fino a un massimo di 8 mila dipendenti. Diminuiscono le assunzioni anche nel tech: dopo Apple, anche Microsoft (-0,92% a 259,86 dollari) ha scelto di diminuire le offerte di lavoro, comprese quelle del business cloud di Azure e nell'unità di software security.
Rimangono forti le preoccupazioni sul fronte delle materie prime. Mentre i flussi di gas tornano a raggiungere il Vecchio Continente con la riapertura giovedì 21 luglio del Nord Stream 1, i prezzi del petrolio proseguono la giornata in discesa: il Brent, greggio di riferimento del Mare del Nord, perde il 2,88% a 104 dollari al barile, mentre il Wti americano tratta a 96,5, in calo del 3,35%, avvicinandosi paurosamente al valore minimo degli ultimi tre mesi. Intanto, le autorità petrolifere della Libia hanno annunciato la ripresa della produzione in diversi siti e le scorte settimanali di greggio degli States pubblicate mercoledì 20 hanno superato le aspettative degli analisti.
Al Ttf, il gas europeo cede del 3% tornando sotto i 155 euro al megawattora a 150. L'oro tratta sulla parità a 1.701 dollari all'oncia.
Delusioni sul fronte macroeconomico, con l'indice sull'attività manifatturiera regionale elaborato dalla Fed di Filadelfia sceso a luglio a -12,3 punti, in calo rispetto ai -3,3 punti di giugno. Il dato è molto lontano dal consenso degli economisti contattati dal Wall Street Journal che si aspettavano invece una lettura a 1,6 punti. Ancora, il sottoindice dei nuovi ordini al settore manifatturiero, si legge nel comunicato dell'istituto, ha raggiunto -24,8 punti dai -12,4 punti dello scorso mese, mentre quello sull'occupazione è sceso a 19,4 punti dai 28,1 di maggio. In aumento di 7mila unità le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti. Il Dipartimento del Lavoro ha reso noto che il dato destagionalizzato ha raggiunto quota 251mila, superando il consenso di 240mila unità, mentre il numero di sussidi continuativi al 9 luglio è salito di 51mila unità a quota 1,384 milioni. (riproduzione riservata)