Le valute legate alle materie prime sono scese su minimi plurisettimanali a causa della debolezza della domanda cinese, mentre lo yen si è rafforzato grazie alla fuga dei venditori allo scoperto in vista della riunione della Banca centrale giapponese. Nell'Eurozona, il faro degli investitori è puntato sui Pmi manifatturiero, servizi e composito del Vecchio Continente per vedere se i numeri sosterranno le scommesse su due tagli dei tassi di interesse da parte della Banca centrale europea entro la fine di gennaio. I mercati assegnano poi una probabilità del 44% a un rialzo dei tassi di 10 punti base in Giappone la prossima settimana e gli speculatori, dopo aver subito anche qualche sospetto di intervento valutario da parte del Giappone, stanno chiudendo quelli che erano stati proficui "carry trade" finanziati in yen. Infine il dollaro resta stabile in un contesto di avversione al rischio, stimolato dalle perdite in alcuni mercati azionari regionali e nei futures sugli indici azionari statunitensi. (riproduzione riservata)
MF Dow Jones