Nel corso delle ultime settimane il comparto tecnologico americano ha fornito ulteriori segnali di forza. L’indice Nasdaq100, dopo essere sceso verso la metà del mese di ottobre fino ad un minimo di 14.384 punti, ha iniziato una rapida risalita che ha spinto i prezzi oltre quota 15.700. A trainare il recupero sono stati soprattutto i titoli 5 FAANG (Facebook, Amazon, Apple, Netflix, Google) a cui va aggiunta, per importanza, anche Microsoft. Il trend, sia di breve che di medio termine è quindi positivo e solo il forte ipercomprato registrato dagli oscillatori più reattivi può impedire un nuovo allungo. Nella analisi che seguono è stata analizzata la situazione tecnica di questi titoli al fine di individuare quali sono i livelli grafici più importanti e poter poi costruire adeguate strategie operative.
Facebook. Il titolo si è mosso in netta controtendenza rispetto al resto del mercato, accusando una brusca flessione. I prezzi si sono infatti scontrati con la resistenza posta in area 343-345 dollari e sono scesi fin sotto i 310$. Il trend di breve termine è negativo anche se il forte ipervenduto può impedire un ulteriore cedimento (che avrebbe un primo target a ridosso dell’importante soglia psicologica dei 300 dollari) e favorire una fase laterale di consolidamento. Un primo segnale di tenuta arriverà con il ritorno sopra i 330 dollari anche se, da un punto di vista grafico, solo il breakout dei 345$ potrebbe provocare un’inversione rialzista di tendenza.
Amazon. I prezzi si sono recentemente appoggiati al sostegno posto a quota 3.300 dollari e sono rimbalzati con decisione verso i 3.480$. La struttura tecnica di breve termine sta quindi migliorando anche se, prima di poter tentare un nuovo balzo in avanti (che dovrà comunque affrontare un duro ostacolo in area 3.540-3.550 dollari), è probabile una fase laterale di consolidamento.
Apple. Il titolo, dopo aver costruito una solida base accumulativa al di sopra del solido supporto grafico posto a quota 138 dollari, ha iniziato un’importante risalita che ha spinto i prezzi oltre i 150$. L’analisi quantitativa evidenzia un chiaro rafforzamento delle pressione rialzista, con i principali indicatori direzionali che si sono girati in posizione long. Un nuovo allungo può spingere i prezzi in area 154,50-155 prima e a quota 157-157,20 dollari in un secondo momento. Soltanto il ritorno sotto i 148 dollari potrebbe fornire un segnale di debolezza.
Netflix. Il titolo, confermando il solido trend rialzista di breve termine nel quale si trova inserito, ha compiuto un nuovo balzo in avanti (innescato dalla tenuta del solido sostegno grafico posto in area 620-615 dollari) ed è salito con una certa decisione oltre quota 675$. Solo il forte ipercomprato registrato dagli oscillatori più reattivi più impedire un ulteriore allungo (che avrà un primo target teorici in area 686-688 e un secondo obiettivo a ridosso dei 700 dollari) e innescare una pausa di consolidamento. Difficile per adesso ipotizzare un’inversione ribassista di tendenza.
Google. I prezzi hanno recentemente compiuto un veloce balzo in avanti e sono saliti fino ad un picco di 2.973 dollari. Il quadro tecnico è quindi migliorato: prima di un nuovo allungo, che può spingere il titolo verso la soglia psicologica dei 3.000$, è comunque probabile una fase laterale di consolidamento al di sopra del sostegno posto in area 2.850-2.830 dollari. Soltanto il ritorno sotto quota 2.790 potrebbe annullare i recenti progressi e fornire un segnale ribassista.
Microsoft. La veloce risalita delle ultime settimane, innescata dal superamento della solida resistenza grafica posta a quota 305-306 dollari, ha spinto i prezzi oltre i 325 dollari. La struttura tecnica di breve termine è quindi migliorata con diversi indicatori che registrano un chiaro rafforzamento della pressione rialzista. Dopo una fisiologica pausa di assestamento è possibile un ulteriore allungo verso quota 330 prima e in area 336-338 dollari in un secondo momento. (riproduzione riservata)