Le borse europee chiudono la seduta di lunedì 18 luglio in positivo, con Milano che segna +1,13% a 21.169 punti, seguito da Londra (+0,9%), Parigi (+0,93%) e Francoforte (+0,7%). Meglio ha fatto solo Amsterdam (+1,37%). Le maggiori piazze del Vecchio continente riescono a lasciarsi alle spalle i crolli della scorsa settimana, causati dalle incertezze della politica italiana e dal dato dell'inflazione statunitense di giugno (9,1%) ben oltre le aspettative degli economisti.
Intanto, i riflettori sono già puntati sulla Banca centrale europea che giovedì 21 luglio sarà chiamata ad alzare i tassi per la prima volta da 11 anni. Il mercato si attende un incremento di 25 punti base. Spread in calo a 207 punti
Restano ancora forti i timori di una possibile recessione a livello mondiale. Per Scope Ratings la crescita globale rallenterà al 3,1% circa quest'anno, rispetto al 4,5% delle proiezioni di dicembre 2021. "Sebbene vi sia un significativo rischio di recessione tecnica nel 2022 e nel 2023 in alcuni Paesi, è probabile che tali recessioni siano per lo più poco profonde e che i tassi di crescita annui rimangano moderatamente positivi", ha affermato Giacomo Barisone, responsabile dei rating sovrani e del settore pubblico di Scope.
Intanto sul mercato valutario, l'euro si è rafforzato contro la moneta statunitense, tranquillizzando gli operatori dei mercati europei che giovedì 14 luglio avevano visto la moneta unica scendere sotto la parità con il biglietto verde per la prima volta da 20 anni. Alla chiusura dei mercati del Vecchio continente l'euro guadagna lo 0,75% a 1,0162 dollari.
Nella giornata di lunedì 18 luglio anche il prezzo del petrolio ha registrato un forte rialzo, spinto dalla scarsità delle forniture. Alla chiusura dei mercati, il Brent e il Wti guadagnano circa il 4%. Nel dettaglio il Brent è a 105,77 dollari al barile e il Wti a 99 dollari. Sale anche l'oro dello 0,26% a 1.708,05 dollari all'oncia.
Solo il gas naturale europeo flette leggermente al Ttf di Amsterdam, registrando un calo dell'1,5% a 157 euro al megawattora. Il 17 luglio la turbina del Nord Stream 1 oggetto di tante tensioni è arrivata in aereo in Germania dall'impianto di riparazione di Siemens Energy in Canada in cui si trovava. Da lì proseguirà il suo viaggio verso la Russia dove, secondo il giornale locale Kommersant, arriverà "entro cinque-sette giorni, se non ci saranno problemi con la logistica e le dogane". (riproduzione riservata)