Non accenna ad arrestarsi la corsa del Gold future (scadenza dicembre 2024), che anche stamattina ha aggiornato i massimi storici, portandosi a ridosso dei 2.750 dollari: il quadro tecnico è chiaramente costruttivo e la pausa di consolidamento disegnata tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre ha creato una solida base in grado di sostenere questo ulteriore movimento rialzista. Anche l’analisi algoritmica fornisce chiari spunti di solidità, con gli indicatori di tendenza di nuovo allineati in posizione long e gli oscillatori di forza relativa che gravitano all’interno delle rispettive aree d’ipercomprato. Al ribasso, i supporti principali si collocano sempre a 2.700 prima, 2.650 in seconda battuta e 2.620-2.610 in terza istanza: solo il cedimento di tutti questi livelli potrà fornire un primo concreto spunto di debolezza. (riproduzione riservata)