Unicredit ha quotato su Cert-X 10 Top Bonus Recovery, di cui otto su titoli domestici (Enel, Eni, Generali, Intesa Sanpaolo, Mediobanca, Stellantis, Stm e Unicredit) e due su indici (EuroStoxx Banks e Ftse Mib) tutti con scadenza dicembre 2026. Permettono di beneficiare della struttura tipica dei Bonus, ma con un prezzo di emissione inferiore ai 100 euro, che fa da contraltare a un importo massimo di liquidazione a scadenza pari proprio a 100 (da qui il nome “Recovery”). La Barriera è di tipo europeo, cioè valida solo alla data di valutazione finale. Una discesa del sottostante al di sotto della barriera durante la vita del certificato non precluderà quindi la possibilità di ottenere l’importo di rimborso massimo, pari come detto a 100 euro, se lo stesso sottostante saprà poi risalire oltre la barriera entro la data di valutazione finale (10 dicembre 2026). A scadenza potranno quindi verificarsi due scenari alternativi: a) se il sottostante chiuderà a un livello almeno pari alla barriera, posta per tutti al 50% del valore iniziale, il certificato pagherà un importo fisso di 100 euro, che includerà un implicito Bonus rispetto al prezzo di emissione “scontato”; b) al contrario, il certificato replicherà la perdita del sottostante. (riproduzione riservata)