Comprare un Btp che rende il 9% annuo. Possibile? Pare proprio di sì. Da lunedì 14 a mercoledì 16 novembre sarà disponibile per i risparmiatori la nuova emissione del Btp Italia, scadenza a sei anni e premio finale di fedeltà pari a 0,8%. Ma soprattutto un rendimento che potrà arrivare a quella cifra per l'intera durata. La mattinata del 17 novembre è riservata invece agli investitori istituzionali che questi conti li sanno fare. L'importo della cedola reale su base annua, o tasso reale annuo garantito, è stato fissato in via provvisoria all'1,6% venerdì 11 novembre e potrà eventualmente essere ritoccato verso l'alto (ma non verso il basso, da qui la definizione di tasso reale minimo garantito), il 17 novembre quando verrà fissato il valore in via definitiva in base alle condizioni di mercato più recenti.
Anche nell'ultima emissione di Btp Italia, risalente a giugno, il valore del tasso reale annuo garantito era stato fissato all'1,6% annuo al lordo d'imposta. Sembra basso ma risulta oggi ancora più appetibile alla luce dei tassi d'inflazione futura scontati nei prezzi dei Btp legati all'inflazione già quotati (per i più tecnici, è la breakeven inflation, calcolata come cedola che dovrebbe avere un Btp inflation linked per eguagliare il rendimento di mercato di un Btp di analoga scadenza a tasso fisso). Quali sono i livelli di inflazione che quei Btp esprimono?Attualmente è del 6,05% per il 2023, del 3,56% per il 2024, del 2,78% per il 2025, del 2,5% per il 2026 e attorno al 2,4% per gli anni successivi. Ciò porta a una crescita media composta annua dell'indice dei prezzi al consumo a un livello del 6,61% nei prossimi sei anni, stratosferico rispetto al decennio di inflazione prossima allo zero.
Le stime del Fmi e di altri organismi vedono invece l'inflazione italiana al 5,2% nel 2023 e tra l'1,7% e il 2,1% nel triennio successivo avvalorando la convinzione, grazie anche al dato sull'inflazione Usa di ottobre risultato sensibilmente inferiore alle attese che ha instillato l'idea che il picco possa essere alle spalle, di trovarsi in presenza di un'interessante opportunità d'investimento. Il motivo? Perché la cedola, comprensiva della rivalutazione del capitale in funzione dell'inflazione, sarà certamente sostanziosa il prossimo anno: il rendimento lordo sarà del 9,2% sommando le prime due cedole semestrali. E dovrebbe continuare a essere interessante, comunque superiore al 3% lordo annuo, negli anni successivi.
L'opportunità è ghiotta perché non è detto che le stime si rivelino azzeccate: se lo fossero, cioè se l'inflazione convergesse verso l'obiettivo del 2% della Bce a partire dal 2024, allora anche i tradizionali Btp a tasso fisso diventerebbero una buona opportunità d'acquisto, visto che le relative quotazioni punterebbero verso l'alto dal 2023 in poi, producendo quindi guadagni in conto capitale, per adeguarne verso il basso il rendimento di mercato (pari ora al 3,7% annuo lordo per il Btp 12/2028 cedola 2,8%) in sintonia con il ridimensionamento del carovita.
Ma se non si rivelassero azzeccate, cioè se l'inflazione rimanesse strutturalmente più alta, allora il Btp Italia si rivelerebbe la soluzione d'investimento più redditizia per i prossimi anni, come lo è stato nell'ultimo biennio.
In quest'ottica, la soluzione più razionale potrebbe consistere nell'investire la metà del capitale disponibile nel Btp Italia e l'altra metà, a primavera 2023 se l'inflazione prevista inizierà a scendere inducendo la Bce a fermare le strette sui tassi, nel tradizionale Btp a tasso fisso di scadenza simile. Perché il primo tenderebbe a deprezzarsi, se l'inflazione attesa dovesse scendere in modo più consistente rispetto a quanto scontato nei prezzi di mercato, mentre il secondo tenderebbe ad apprezzarsi.
La prima cedola del nuovo Btp Italia, la più corposa (la stima è 5,81% lordo) grazie all'inflazione, è prevista per il 22 maggio e il relativo godimento partirà dal 22 novembre. Le cedole saranno quindi 12 in tutto, distribuite con cadenza semestrale fino alla scadenza del 22 novembre 2028, quando sarà staccata l'ultima assieme al rimborso alla pari del capitale aumentato dell'eventuale premio fedeltà pari allo 0,8%. Tutti i proventi sono tassati al 12,5%, come accade sempre per i titoli di Stato.
Il nuovo Btp Italia prevede un bonus, riservato agli investitori retail, se il titolo viene acquistato durante il collocamento e mantenuto fino a scadenza. Questo premio fedeltà, pari allo 0,8%, verrà erogato contestualmente all'ultima cedola e al rimborso del valore nominale. Acquistando il titolo sul mercato (Mot) a partire dal 21 novembre, data in cui il nuovo Btp Italia inizierà a essere scambiato liberamente sul mercato, non si potrà più beneficiare di questo premio fedeltà, che si sostanzia in 8 euro lorde (7 euro al netto d'imposta) ogni 1.000 euro sottoscritti durante il collocamento.
Per semplificare il riconoscimento della titolarità al premio fedeltà verrà assegnato al Btp Italia un codice Isin «speciale» per la prima fase del periodo di collocamento dedicata al retail e un codice Isin regolare, che sarà quello di mercato, nella seconda fase dedicata agli investitori istituzionali (17 novembre). Il codice Isin verrà inoltre sostituito dal codice regolare al momento dell'eventuale vendita dei titoli sul mercato secondario. Solo ai possessori di titoli individuati tramite il codice Isin speciale verrà corrisposto a scadenza il premio fedeltà dello 0,8% che incrementerà l'ultima cedola del 22 novembre 2028. (riproduzione riservata)