Il dollaro è salito rispetto all'euro, con i governatori della Federal Reserve che hanno assunto posizioni più prudente in termini di tagli dei tassi. La banca centrale statunitense dovrà quindi attendere ancora diversi mesi per assicurarsi che l'inflazione sia davvero tornata sulla strada dell'obiettivo del 2% prima di iniziare a tagliare i tassi di interesse. "In un contesto di scarsità di dati economici catalizzatori questa settimana, i range di negoziazione sui mercati valutari si sono ristretti. Il dollaro rimane comunque solido, sostenuto dal ritmo incalzante dei messaggi dei funzionari della Fed," commenta Karl Schamotta, chief market strategist di Corpay. (riproduzione riservata)
MF Dow Jones