Il dollaro resta vicino ai massimi degli ultimi due anni, mentre gli operatori hanno ridimensionato i tagli dei tassi di interesse statunitensi nel 2025 dopo i solidi dati macroeconomici. Con il presidente eletto Donald Trump che tornerà alla Casa Bianca la prossima settimana, l'attenzione è focalizzata sulle sue politiche che, secondo gli analisti, stimoleranno la crescita ma aumenteranno le pressioni sui prezzi. La minaccia dei dazi e l'approccio misurato della Federal Reserve ai tagli dei tassi di quest'anno hanno fatto salire i rendimenti dei Treasury e il dollaro, mettendo sotto pressione l'euro, la sterlina, lo yen e lo yuan.
Per Prashant Newnaha, senior rates strategist per l'Asia-Pacifico di TD Securities, sembra che l'attenzione del mercato si stia spostando verso la possibilità che i dazi statunitensi vengano implementati gradualmente. "Il rallentamento del dollaro durante la notte a seguito di queste notizie suggerisce che i timori per i dazi sono stati incorporati", puntualizza Newnaha, riferendosi alle indiscrezioni di stampa che hanno suggerito che l'amministrazione Trump potrebbe adottare un approccio graduale ai dazi. "Se queste notizie dovessero persistere fino all'insediamento di Trump, è probabile che i rendimenti dei Treasury e il dollaro scendano, mentre i titoli azionari statunitensi dovrebbero salire". (riproduzione riservata)
MF Dow Jones