Il dollaro ha recuperato la caduta della sessione precedente, quando numeri deboli sull'inflazione americana hanno sostenuto la narrativa della fine del ciclo di inasprimento della Federal Reserve spingendo il biglietto verde al ribasso. Una serie di dati macro statunitensi oltre le attese ha invece ricordato al mercato che non si conosce ancora una data definitiva per l'inizio dei tagli. "Fino a quando il mercato non crederà che la prossima mossa della Fed sarà un taglio e non lo crederà concretamente, assisteremo a episodi di forza del dollaro prima che la debolezza del biglietto verde diventi un'abitudine", osserva Steven Englander della Standard Chartered Bank di New York.
I dati di ieri "sono passati da neutri a leggermente più forti del previsto", aggiunge. "Il mercato non e' ancora sicuro della crescita statunitense". Gli investitori "prevedono tagli dei tassi entro i primi due trimestri del prossimo anno", sottolinea Roosevelt Bowman, senior investment strategist di Bernstein Private Wealth Management a New York. "Ma a nostro avviso, non pensiamo che la spinta al ribasso dell'inflazione sarà così rapida come il mercato stima", osserva. Intanto il mercato ha eliminato la probabilità di un altro rialzo per la prossima riunione della Fed a dicembre, mentre le scommesse su un taglio dei tassi nel maggio 2024 sono salite a oltre il 65%, secondo lo strumento FedWatch del Cme Group.
Infine, lo yen è ancora in sofferenza. I dati macro nipponici hanno mostrato una contrazione dell'economia nel periodo luglio-settembre, complicando gli sforzi della Banca del Giappone per allontanarsi dalla sua politica monetaria ultra accomodante. Lunedì, lo yen è sceso sui minimi di un anno. (riproduzione riservata)
MF Dow Jones