Il cambio tra l'euro e il dollaro è poco sotto 1,12 a 1,1190. Il biglietto verde rimane sopravvalutato del 5-10% rispetto a un ampio paniere di valute, afferma Idanna Appio di First Eagle. I tassi di interesse più elevati negli Stati Uniti rispetto alle altre economie sviluppate "stanno ancora sostenendo il dollaro. Si potrebbe assistere a un ulteriore ribilanciamento lontano dagli asset statunitensi verso azioni, valute o obbligazioni più convenienti", puntualizza l'esperta. Un indebolimento del dollaro, tuttavia, non significa necessariamente che il suo status di valuta di riserva stia svanendo. "Si potrebbe ancora assistere a una debolezza del dollaro dovuta a normali fattori ciclici, piuttosto che a un grande allontanamento dallo status di valuta di riserva", conclude Appio. (riproduzione riservata)
MF Dow Jones