Dollaro stabile in attesa della pubblicazione dei dati sull'inflazione statunitense, che forniranno ulteriori chiarimenti sull'eventuale necessità della Federal Reserve di aumentare ulteriormente i tassi di interesse per contenere i prezzi. Negli ultimi giorni, il presidente della Fed, Jerome Powell, e gli altri membri del Fomc hanno respinto le aspettative del mercato secondo cui la Banca centrale americana avrebbe concluso il suo ciclo di inasprimento monetario. "Nel complesso, il mercato è anche un po' stremato da tutti i messaggi provenienti dalle banche centrali e la modalità di attesa sta contenendo la volatilità", spiega Rodrigo Catril, senior Fx strategist presso la National Australia Bank (Nab). "Dobbiamo aspettare i numeri dell'inflazione, che potrebbe smuovere il mercato. Se il dato è forte, è ovvio che si pensa a un altro rialzo dei tassi da parte della Fed".
Resta debole invece lo yen, bloccato vicino ai minimi di 30 anni rispetto al dollaro, mentre la traiettoria di politica monetaria ultra accomodante della Banca del Giappone fatica a sostenere la valuta. Nonostante le misure della BoJ per eliminare gradualmente la sua politica di controllo della curva dei rendimenti e le allusioni a un'imminente fine dei tassi di interesse negativi, le mosse poco decise della Banca non sono riuscite a supportare lo yen, in particolare mentre le altre Banche centrali mantengono la loro retorica da falco che prospetta tassi più alti più a lungo. "Credo che il mercato si sia reso conto che la Banca del Giappone uscirà dalla sua politica, ma a un ritmo molto, molto, molto lento e cauto", aggiunge Catril. "Lo yen probabilmente rimarrà debole ancora per un po'". (riproduzione riservata)
MF Dow Jones