Lo yen ha continuato a indebolirsi rispetto al dollaro, mentre i differenziali dei tassi di interesse pesano sulla moneta nipponica, nonostante i nuovi avvertimenti da parte dei funzionari giapponesi in seguito a due sospetti interventi sul valutario da parte delle autorità di Tokyo la scorsa settimana. Con un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve che probabilmente richiederà del tempo e con la Bank of Japan che ha adottato un approccio cauto alla stretta monetaria dopo il primo rialzo dei tassi dal 2007 a marzo, il divario tra i bassissimi rendimenti giapponesi a lungo termine e le loro controparti statunitensi è di ben 370 punti base. "Il cambio usd/yen rimane probabilmente interessante per gli operatori di mercato a causa dell'ancora ampio differenziale dei tassi d'interesse tra Stati Uniti e Giappone e della sana propensione al rischio", afferma Carol Kong, strategist della Commonwealth Bank of Australia. "Il rischio è che l'usd/yen torni a salire e costringa il Ministero delle Finanze giapponese a intervenire". Comunque sia il dollaro dovrebbe registrare un periodo di consolidamento fino alla decisione della Banca centrale inglese di giovedì.