Il dollaro si è indebolito, ma è rimasto lontano dai minimi di tre settimane testati recentemente, mentre gli investitori restano in attesa di nuovi catalizzatori per capire quando la Federal Reserve inizierà a tagliare i tassi di interesse nel corso dell'anno. È probabile che il biglietto verde tragga vantaggio dalle divergenze con le altre valute, dato che l'economia statunitense appare relativamente più forte, commenta Noel Dixon, senior macro strategist di State Street Global Markets. "Per far sì che il dollaro si sblocchi, in un senso o nell'altro, dovremmo vedere altri dati", aggiunge. La settimana prossima l'attenzione si concentrerà sul deflatore core, la misura dell'inflazione preferita dalla Federal Reserve, che dopo i recenti numeri sui prezzi al consumo e su quelli alla produzione potrebbe confermare il rialzo delle pressioni oppure allentarle. Nel frattempo, le minute del Fomc relative all'ultima riunione della Fed di gennaio, pubblicate ieri, hanno suggerito che per il momento i banchieri valutano rischi più elevati in un allentamento precoce piuttosto che in tagli dei tassi tardivo, soprattutto perché l'economia statunitense sta mostrando una certa resilienza. (riproduzione riservata)
MF Dow Jones