Il rendimento reale minimo pari al 2% annuo al lordo delle imposte che verrà riconosciuto dal nuovo Btp Italia in collocamento da lunedì 6 marzo, difficilmente riuscirà scatenare una ressa di acquirenti se non verrà ritoccato all'insù nella mattinata di giovedì. La ragione è che i tradizionali Btp a tasso fisso con scadenza simile presentano rendimenti del tutto competitivi. Considerando l'inflazione implicita nei rendimenti dei Btp Italia già quotati, che è quindi frutto delle aspettative di mercato, lo yield annuo a scadenza che è possibile ottenere dalla nuova emissione si ferma infatti al 5,87% al lordo d'imposta (tenendo anche conto del premio finale per chi lo detiene fino alla sua naturale scadenza, fissata per il 14 marzo 2028), che si confronta con il 4% dei Btp quinquennali. La differenza è ben poca cosa, considerando che sarebbe sufficiente una sovrastima dell'inflazione 2027-2028 da parte del mercato per annullarne del tutto il vantaggio.
In ogni caso rimane sicuramente una buon porto franco per chi desidera avere una copertura certa rispetto all'inflazione, che si sta dimostrando di difficile previsione perfino per le banche centrali. Per chi intende acquistare da casa la nuova carta attraverso servizi di home banking, il codice Isin è IT0005532715, mentre il lotto minimo è, come di consueto, pari a 2.000 euro: mille euro di valore nominale per ogni Btp Italia che partirà con una quotazione pari a 100, in pratica varrà quindi 10 euro a punto, cioè 1 euro a tick dove il tick, l'unità minima di movimento della quotazione, è pari a un centesimo di punto. In alternativa sarà possibile comrparlo recandosi in banca o in posta, per chi ha un conto corrente postale. Alla data di scadenza, oltre all'ultima cedola e al premio, verrà rimborsato integralmente il valore nominale del titolo.La rivalutazione del capitale in base all'inflazione viene infatti corrisposta in occasione di ogni stacco cedola, meccanismo certamente apprezzabile perché consente di mantenere nel tempo la duration del bond su valori più bassi possibile, da cui dipende la sensitività della quotazione rispetto a variazioni dei rendimenti di mercato di pari scadenza, il che accade spesso di questi tempi considerato l'attivismo della Bce in tema di tassi e di Qt nel tentativo (o almeno parvenza) di contrastare l'inflazione. Un intento che fino a oggi non è peraltro riuscito.Per i meno convinti, il suggerimento è di considerare in alternativa i Bot, il cui rendimento è destinato ad alzarsi ancora sensibilmente nei prossimi mesi grazie ai nuovi rincari al costo del denaro che saranno varati dalla Bce in occasione del meeting di marzo e della successiva riunione di maggio. (riproduzione riservata)