Nel corso delle ultime settimane è tornata un po’ di volatilità e di direzionalità sul mercato dei cambi (Forex). Le tensioni collegate ad un aumento del tasso di inflazione hanno innescato un rafforzato di quelle valute che, prima delle altre, potrebbero beneficiare di un possibile aumento dei tassi di interesse. A farne le spese è stato soprattutto l’euro visto l’atteggiamento estremamente prudente tenuto della Bce che, visto le difficoltà legate alla quarta ondata della pandemia e in un contesto macroeconomico ancora incerto, sembra volere rimanere il più possibile alla finestra ed evitare di intervenire. Il dollaro si è invece rafforzato nei confronti delle altre valute anche se contro yen non è riuscito a superare quota 115. Il cambio Usd/Jpy andrà comunque monitorato con estrema attenzione nelle prossime settimane in quanto costituisce, insieme all’andamento dei rendimenti Usa, il vero barometro della situazione sui mercati finanziari. Un’eventuale discesa delle sue quotazioni potrebbe infatti segnalare l’inizio di una fase di risk off, con conseguenze negative per le borse di tutto il mondo. Nelle analisi che seguono sono stati individuati i principali livelli grafici (supporti e resistenze) dei principali incroci valutari, livelli da utilizzare per poter costruire valide strategie operative per il trading di breve termine.
Il cambio euro/dollaro, dopo aver ceduto l’importante supporto grafico posto a quota 1,1530, ha subito una brusca flessione è sceso fino a quota 1,1250. La struttura tecnica di breve termine rimane quindi negativa (i principali indicatori direzionali si trovano in posizione short) e solo il forte ipervenduto registrato dagli oscillatori più reattivi può impedire un ulteriore cedimento. Prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà invece necessaria un’adeguata fase riaccumulativa. Un eventuale recupero dovrà affrontare un primo ostacolo in area 1,1440-1,1450 e una seconda barriera a 1,1530. Soltanto il superamento della resistenza posta a quota 1,1620-1,1630 potrebbe provocare un’inversione rialzista di tendenza. Un'ulteriore discesa può spingere le quotazioni verso 1,1210 prima e in area 1,1980-1,1975 poi. (riproduzione riservata)