Il cambio tra l'euro e il dollaro tratta sopra quota 1,16 a 1,1630. La moneta unica ha sovraperformato la maggior parte delle principali valute del G10 e dei mercati emergenti, sottolineano gli analisti di Barclays, ed è probabile che continui a muoversi in base agli sviluppi economici statunitensi, così come in scia alle notizie su dazi e sulla Federal Reserve. Detto ciò, la persistente solidità dell'economia statunitense ha già portato a un parziale ritracciamento della recente forza dell'euro, con crescenti timori di mercato riguardo alle posizioni lunghe sulla moneta unica. L'attenzione questa settimana sarà rivolta agli indici Pmi, seguiti dalla riunione di luglio della Banca centrale europea, durante la quale si prevede che il tasso di riferimento venga mantenuto al 2%. (riproduzione riservata)
MF Dow Jones