Il cambio tra l'euro e il dollaro tratta poco sopra quota 1,16 a 1,1620. Il dollaro si è rafforzato in un contesto di aumento dei prezzi del petrolio, mentre diverse valute si sono indebolite rispetto al biglietto verde. Questo andamento è particolarmente evidente per i Paesi importatori di petrolio, come India e Filippine, che ora si trovano ad affrontare una doppia pressione: prezzi del greggio più alti e rendimenti statunitensi in aumento, afferma Michael Wan di Mufg Bank. Esistono inoltre valute asiatiche che risentono di "fattori interni sfavorevoli" e sono sensibili all'aumento dei rendimenti Usa, come ad esempio la rupia indonesiana, aggiunge l'analista senior valutario. (riproduzione riservata)
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