Il cambio tra l'euro e il dollaro tratta sopra 1,16 a 1,1676. "Segnali credibili di de-escalation nel conflitto in Medio Oriente potrebbero stimolare una ripresa del trend di moderato deprezzamento del dollaro", affermano gli analisti di Ocbc Group Research. "Minori rischi energetici sostengono le economie non statunitensi e gli asset di rischio globali", aggiungono gli esperti.
"In uno scenario di de-escalation, prezzi del petrolio più bassi e un contesto di propensione al rischio dovrebbero favorire" il dollaro australiano, quello neozelandese e la corona svedese rispetto al dollaro canadese e alla corona norvegese legati al petrolio, così come alle monete rifugio come il franco svizzero e lo yen giapponese, proseguono gli esperti. (riproduzione riservata)
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