"Voglio esprimere la mia più ferma condanna per la decisione del governo russo di riconoscere i due territori separatisti del Donbass. Si tratta di una inaccettabile violazione della sovranità democratica e dell'integrità dell'Ucraina". Sono state le parole del presidente del Consiglio, Mario Draghi, alla cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario tenutasi presso il Consiglio di Stato a Roma. "Sono in costante contatto con gli alleati per evitare una guerra nel cuore dell’Europa", ha continuato Draghi, "ma stiamo già definendo misure e sanzioni contro la Russia nell'ambito dell'Unione Europea".
Anche il ministro degli esteri, Luigi Di Maio, si è espresso sul tema: "Oggi pomeriggio si terrà qui a Parigi il Consiglio europeo dei ministri degli affari esteri in cui daremo l'ok politico alle sanzioni contro la Russia. Quello che è avvenuto ieri con il riconoscimento da parte della Russia delle due repubbliche autoproclamate nel Donbass è inaccettabile e l’Italia è assolutamente convinta di procedere con la strada delle sanzioni".
Non si sono fatte attendere le dichiarazioni degli esponenti dei vari partiti: il segretario di Azione, Carlo Calenda, ospite di “Start” a Sky Tg24, si è detto d'accordo con la decisione di agire con sanzioni proporzionate che evitino di colpire il settore energetico, anche se “le sanzioni che normalmente funzionano di più sono quelle ad personam. La Russia è retta da un gruppo di oligarchi vicini al re, che è Putin. Bisogna colpire quegli oligarchi, limitandone la possibilità di fare investimenti all’estero e persino di farli circolare fuori dai confini nazionali".
Anche leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, ha condannato il riconoscimento unilaterale delle repubbliche separatiste e ha richiesto al premier "di riferire immediatamente alle Camere sull’evoluzione assunta dalla crisi e sulla posizione assunta dal governo, nonché di convocare senza indugio gli organismi preposti alla sicurezza nazionale". Meloni ha anche denunciato "la debolezza geopolitica e diplomatica di un'Unione Europea inadeguata davanti ai grandi eventi della storia. Sosteniamo l'appello lanciato dalla comunità internazionale alle parti in causa per un immediato cessate il fuoco e un contestuale ritiro delle truppe russe dal Donbass, per la riapertura di un tavolo negoziale che porti ad una immediata de-escalation della crisi, al ripristino e al rispetto degli accordi di Minsk, sulla base del reciproco riconoscimento delle esigenze di sicurezza".
La presidente di Fdi ha criticato gli Stati Uniti: "abbiamo reputato un errore la strategia voluta dalle amministrazioni democratiche Usa che con Obama prima e Biden ora hanno contribuito alla drammatizzazione della situazione, spingendo sul tema della imminente adesione dell’Ucraina alla Nato e consentendo così a Putin di agitare lo spettro della minaccia alla sicurezza nazionale russa". È stata decisa anche la posizione assunta dal commissario europeo per l'economia, Paolo Gentiloni, che su Twitter ha dichiarato: "la violazione dell'integrità territoriale di un Paese vicino non è accettabile. Le nostalgie imperiali non possono minacciare la convivenza di popoli e Stati che ha assicurato decenni di pace. Per questo tocca innanzitutto all’Europa mostrare forza e unione.”
Secondo fonti diplomatiche, da Bruxelles ci sarebbe già stato il via libera del Coperer (l'organismo tecnico che prepara le riunioni ministeriali del Consiglio Ue degli ambasciatori degli Stati membri) su un pacchetto di sanzioni mirate contro i responsabili del riconoscimento delle repubbliche di Donetsk e Luhansk. La decisione politica, non ancora formale, dovrebbe essere presa nel pomeriggio dalla riunione dei ministri degli esteri dei Ventisette convocata dall'Alto rappresentate per la politica estera Josep Borrell. Il pacchetto di sanzioni dovrebbe contenere una messa al bando di importazioni ed esportazioni con le entità separatiste, nonché il non riconoscimento dei passaporti russi rilasciati ai cittadini delle due repubbliche.
Interessante l'intervento di Sandro Gozi, europarlamentare e segretario generale del Partito Democratico Europeo: "C'è in atto una strategia di Putin di riscrivere la storia. Il presidente russo ragiona unicamente in termini di rapporti di forza e sfere di influenza. Dovremo essere pronti anche a sanzioni maggiori contro la Russia se Putin non si ferma. Macron è stato il leader europeo che fino all'ultimo ha lavorato per una mediazione, e continua a lavorare perché gli europei uniti possano svolgere un ruolo in questa crisi. Le proposte del presidente francese per una maggiore autonomia strategica ed energetica e una vera capacità di dissuasione militare dell’Ue sono giuste e diventano sempre più urgenti". (riproduzione riservata)