Il cambio tra l'euro e il dollaro tratta appena sotto quota 1,17 a 1,1693. Il biglietto verde ha maggiori probabilità di consolidarsi piuttosto che crollare, poiché i mercati hanno già scontato i tagli dei tassi statunitensi in arrivo, afferma Vishnu Varathan di Mizuho Securities. I prossimi dati statunitensi e la decisione della Fed di settembre potrebbero solo "moderare, non abbattere" il dollaro, puntualizza l'esperto. La "soglia perché un dato debole sui nonfarm payroll e/o altri dati statunitensi indeboliscano il dollaro è inoltre elevata", conclude Varathan. (riproduzione riservata)
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