Il dollaro rimane vicino ai minimi di oltre quattro mesi, in vista della pubblicazione del deflatore core, la misura dell'inflazione preferita della Federal Reserve, che fornirà ulteriori chiarimenti sul margine di manovra della Fed per tagliare i tassi di interesse il prossimo anno. Il mercato si aspetta che l'indice sia aumentato del 3,3% su base annua, rispetto al 3,5% di ottobre. "La distribuzione dell'inflazione statunitense è ora considerata distorta e unilaterale, con un'alta probabilità di livelli più bassi", commenta Chris Weston, responsabile della ricerca di Pepperstone. "La Fed potrebbe avere un maggiore margine di manovra per allentare la politica in caso di necessità e, sebbene i funzionari della Fed affermino che il loro lavoro non è finito e che l'ultima spinta per raggiungere l'obiettivo del 2% di inflazione sia il tratto più difficile, potrebbero anticipare i tagli in modo molto più efficiente con il deflatore core in calo".
La sterlina è poco mossa invece e si avvia verso un guadagno settimanale solo marginale. "Con l'avvicinarsi dell'inflazione all'obiettivo, il mercato tenderà sempre più a ignorare i commenti da falco dei politici", osserva Jane Foley, senior FX strategist di Rabobank. "È probabile che ciò avvenga soprattutto nel Regno Unito, vista la debolezza delle prospettive economiche". (riproduzione riservata)
MF Dow Jones