Dollaro sui massimi dal 1990 nei confronti dello yen dopo che l'inflazione statunitense è aumentata più del previsto a marzo, facendo slittare a settembre, da giugno, la data prevista per il primo taglio dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve. Gli operatori restano quindi in allerta, a caccia di eventuali segnali di intervento da parte delle autorità giapponesi per difendere la valuta nipponica. L'inflazione negli Stati Uniti è aumentata dello 0,4% a livello mensile ed è salita del 3,5% su base annuale a marzo (+0,3% m/m il consenso degli economisti). L'indice dei prezzi al consumo core, attentamente monitorato dalla Fed, è salito dello 0,4% a livello congiunturale e del 3,8% su base tendenziale (+0,3% m/m il consenso). "Il tasso d'inflazione core Usa ha accelerato per quattro mesi di fila. Forse ci sarà una moderazione più avanti nel corso dell'anno, ma dato che si parte da un tasso più alto, serviranno numeri davvero deboli e più tempo per convincersi che l'inflazione sta tornando a scendere", afferma Joseph Lavorgna, capo economista statunitense di Smbc Nikko Securities. "Ciò significa che i tempi dell'allentamento della Fed si allontaneranno". (riproduzione riservata)
MF Dow Jones