Il biglietto verde è rimasto stabile, in scia alla decisione della Reserve Bank of Australia di lasciare i tassi fermi al 4,35%. La valuta statunitense non è stata sollevata neppure dal rialzo dei rendimenti dei Treasury durante la notte, mentre gli investitori attendono i dati macro sulle vendite al dettaglio e i commenti dei funzionari della Federal Reserve per valutare meglio i tempi e il ritmo dei tagli dei tassi di interesse. Gli analisti di Westpac Strategy Group si aspettano che i prossimi dati macroeconomici saranno quelli con cui i mercati valutari analizzeranno se l'economia americana si sta indebolendo sotto la politica restrittiva della Fed o meno.
L'euro, secondo gli esperti di Ing, potrebbe mostrarsi volatile, poiché i rischi politici della Francia vengono compensati dalle prospettive di un taglio dei tassi negli Stati Uniti e nel Regno Unito, che pesano sul dollaro e sulla sterlina. Il rischio che il partito di Marine Le Pen arrivi al governo ha scatenato timori sul debito del Paese, con gli investitori che hanno ridotto l'esposizione all'euro in vista delle elezioni del 30 giugno e del 7 luglio. Tuttavia, da Ing sostengono che "un eventuale calo della valuta europea potrebbe essere limitato dal fatto che il rallentamento dell'inflazione rende più probabile i tagli dei tassi statunitensi nel 2024, mentre è sempre più plausibile aspettarsi che la BoE tagli i propri tassi entro agosto". (riproduzione riservata)
MF Dow Jones