Il cambio euro/usd tratta in lieve ribasso a 1,1678, sotto quota 1,17. Il dollaro statunitense ha guadagnato terreno nei confronti delle principali valute, sostenuto dal ritorno di un clima di avversione al rischio dopo che il presidente Usa Donald Trump ha minacciato dazi del 30% su tutte le importazioni da Messico e Unione europea a partire dal 1° agosto. "Si avvertono nuovamente segnali di nervosismo legati alle tariffe, dopo l'ipotesi di dazi generalizzati", ha spiegato Michael Brown, market analyst di Pepperstone, da Londra. Nonostante l'incremento di volatilità, i movimenti nel mercato valutario restano contenuti e i principali cambi "continuano a muoversi all'interno dei range recenti", ha aggiunto.
A differenza della vendita generalizzata seguita all'annuncio del 'Liberation Day' di aprile, la reazione dei mercati valutari appare al momento più misurata. Tuttavia, gli investitori restano in allerta in vista della scadenza del 1° agosto, che potrebbe segnare un punto di svolta nelle relazioni commerciali globali.
Tuttavia, alcuni operatori mantengono una view ribassista sul dollaro, dopo la forte correzione subita dall'inizio dell'anno. "Il mio scenario di base vede un graduale deprezzamento del biglietto verde nel medio termine", ha affermato Brown, "ma dopo il calo che ha registrato in poche settimane, non escluderei un rimbalzo tecnico a breve, soprattutto se alcune posizioni short recenti venissero chiuse con forza". (riproduzione riservata)
MF Dow Jones