Il dollaro si è rafforzato dopo che la lettura preliminare dell'Università del Michigan sul sentiment dei consumatori si è attestata a 67,4 punti a maggio, sui minimi da sei mesi e al di sotto del consenso. Tuttavia, l'aspettativa di inflazione a un anno è salita al 3,5% dal 3,2%. Questa settimana il faro degli investitori è puntato sulle letture sull'inflazione sotto forma di indice dei prezzi al consumo e indice dei prezzi alla produzione, oltre che ai dati sulle vendite al dettaglio statunitensi. "Non credo che l'indice dei prezzi al consumo cambierà l'opinione della gente; la pressione sui prezzi è ancora elevata, ma si tratterà di un calo, di una lettura più morbida su base annua", afferma Marc Chandler, chief market strategist di Bannockburn Global Forex a New York. "Quindi", secondo l'esperto, "non si tratta tanto dell'entità, quanto della direzione". A sostenere il dollaro sono stati anche i commenti del presidente della Federal Reserve di Dallas, Lorie Logan, secondo la quale non è chiaro se la politica monetaria sia abbastanza restrittiva da portare l'inflazione verso l'obiettivo del 2% e quindi è troppo presto per tagliare i tassi di interesse. (riproduzione riservata)
MF Dow Jones