Il dollaro si è indebolito dopo la pubblicazione dei numeri relativi all'indice dei prezzi alla produzione negli Stati Uniti. I dati più forti delle attese hanno alimentato i timori che la Federal Reserve rinunci a tagliare i tassi di interesse almeno fino alla metà dell'anno. "L'attenzione del mercato dei cambi è concentrata sul fatto che c’è ancora un punto interrogativo rispetto allo stato di salute dell'economia reale statunitense", commenta Bipan Rai di Cibc Capital Markets, sottolineando che il calo del biglietto verde è stata "una reazione un po' bizzarra". Secondo Rai anche la chiusura di Wall Street per la festività nazionale del Presidents' Day potrebbe aver sostenuto il rallentamento del dollaro. La tenuta del mercato del lavoro statunitense, la crescita economica più resiliente del previsto e i dati sull'inflazione suggeriscono che il biglietto verde potrebbe rafforzarsi più di quanto non stia facendo, osserva Eugene Epstein di Moneycorp. "Una lenta ripresa del dollaro è lo scenario più probabile", puntualizza Epstein. (riproduzione riservata)
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