Il dollaro statunitense si mantiene debole, appesantito dalle attese di un possibile taglio dei tassi da parte della Federal Reserve già a luglio. "Potrebbe bastare poco perché i mercati inizino a prezzare in modo più deciso un taglio il mese prossimo", commenta Derek Halpenny di Mufg Bank, citando come potenziali catalizzatori un dato deludente sui nuovi occupati giovedì 3 e l'inflazione Ppi attesa il 15 luglio.
Il rapporto settimanale sull'occupazione pubblicato giovedì scorso ha mostrato che le richieste di disoccupazione continuative hanno raggiunto il livello più alto da novembre 2021, mentre i dati sul prodotto interno lordo per il primo trimestre riflettono un netto calo della spesa al consumo. "Alcuni dei dati che abbiamo ricevuto non sono stati particolarmente positivi negli ultimi giorni", ha affermato Lou Brien, stratega di Drw Trading a Chicago.
La testimonianza del presidente della Fed, Jerome Powell, al Congresso degli Stati Uniti questa settimana è stata interpretata come parzialmente "dovish", dopo che Powell ha osservato che sono probabili tagli dei tassi se l'inflazione non aumenterà quest'estate, pur ribadendo che la Fed è "ben posizionata per attendere". Le notizie secondo cui il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, potrebbe nominare in anticipo un sostituto di Powell nei prossimi mesi hanno contribuito alla debolezza del dollaro. (riproduzione riservata)
MF Dow Jones