
È stato un anno molto importante per il mercato SeDeX, che proprio nel 2024 ha celebrato il 20° anniversario dalla sua nascita, datata ufficialmente 26 aprile 2004. Coniato come acronimo di Securitised Derivatives Exchange, letteralmente Mercato dei Derivati Cartolarizzati, il SeDeX è nato vent’anni fa come naturale evoluzione dell’allora Mcw, che a sua volta era stato creato nel 2000 come costola del Mta, per accogliere i primi i covered warrant quotati sul mercato nazionale: all’epoca il continuo sviluppo di prodotti alternativi ai cw aveva infatti consigliato una ridefinizione della piattaforma di quotazione, che nel frattempo aveva accolto anche i primi certificati a leva dinamica (2002). Un ulteriore drastico cambiamento è arrivato poi nel 2012, con la quotazione dei primi certificati a Leva Fissa, ai quali sono bastati solo due anni per conquistare il primato assoluto in termini di volumi scambiati: già nel 2014 i Leva Fissa movimentavano infatti il 55% del controvalore totale, contro il 28% dei covered warrant, il 10% dei certificati d’investimento e il 7% di quelli a leva dinamica.
Oggi il mercato domestico dei derivati cartolarizzati comprende davvero un’ampia gamma di prodotti speculativi e d’investimento, con questi ultimi che da alcuni anni sono diventati sempre più centrali dell’offerta di molti emittenti, soprattutto dopo l’acquisizione da parte di Borsa italiana di EuroTlx e del relativo segmento Cert-X, dedicato proprio ai certificati d’investimento. Considerando i dati ufficiali pubblicati da Borsa italiana relativi al periodo gennaio-novembre 2024, il controvalore scambiato dai certificati d’investimento tra SeDeX e Cert-X è stato pari esattamente al 50% del totale negoziato sulle due piattaforme, con i certificati a leva (fissa e dinamica) che si sono fermati al 39,6% e i covered warrant al 10,3%. Tra gli emittenti, si può apprezzare in tabella come Société Générale si sia confermata al primo posto, anche se di stretta misura su Bnp Paribas e Intesa Sanpaolo. (riproduzione riservata)