Nella seduta di giovedì il Dax future (scadenza settembre 2022) ha bruscamente annullato la reazione di metà settimana, cedendo di slancio il supporto di breve attorno a 13.300 punti e affacciandosi pericolosamente al di sotto anche della soglia psicologica a quota 13.000. Il quadro tecnico si conferma precario, tanto più dopo questo ulteriore passo falso, che rischia ora di riportare il derivato verso i minimi di marzo sotto quota 12.500: solo il forte ipervenduto di breve termine potrebbe impedire un’ulteriore flessione, ma i margini di tenuta sono comunque minimi.
Dinamica simile anche per l’Eurostoxx50 future (scadenza settembre 2022) che ha compromesso il supporto chiave a 3.455 punti, trovando un immediato spazio di caduta fino a 3.400-3.395: in questo caso il margine dai minimi di marzo è ancora più risicato e quindi il rischio di breakout ancora più concreto. La struttura tecnica di breve termine rimane dominata dalla volatilità e non lascia molto spazio all’ottimismo: solo un allungo oltre quota 3.570 potrà allentare la pressione, creando lo spazio per un’ulteriore estensione positiva.