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Bce: graduali rialzi dei tassi già in estate, parola di Visco

Bce: graduali rialzi dei tassi già in estate, parola di Visco

di Andrea Baiocco
20 maggio 2022, 13:25

Milano Finanza Intelligence Unit

Per il governatore di Banca d'Italia le aspettative di inflazione a medio termine giustificano rialzi già da luglio, ma con la guerra la gradualità è fondamentale. Bce sempre più falco, i mercati prevedono entro fine anno rialzi per 107 punti base | Bce, agire senza ritardi sui tassi. La flessibilità sia permanente | Bce verso rialzo dei tassi a luglio

Bce sempre più falco. In un'intervista al Tg3 a margine del G7 Finanze tenutosi a Berlino, il governatore di Banca d'Italia, Ignazio Visco, ha affermato che le previsioni sull'inflazione permetterebbero di alzare i tassi di interesse nei mesi estivi sebbene siano fondamentali la gradualità dei rialzi e l'apertura alla cooperazione internazionale.

Inflazione al 2% nel medio termine: graduali rialzi dei tassi già in estate

"Con le aspettative a medio termine di un'inflazione al 2%, possiamo alzare i tassi già nel corso dell'estate. È importante che si faccia gradualmente, anche alla luce dei molti punti di incertezza dovuti alla crisi gravissima dell'Ucraina", ha spiegato il banchiere. "Il rischio di deflazione è alle nostre spalle: abbiamo mantenuto i tassi di interesse ufficiali a lungo negativi per far fronte a questi rischi e per rispondere agli effetti della pandemia sulla domanda, sui consumi e sugli investimenti".

Visco ha poi riconosciuto che "abbiamo avuto condizioni di finanziamento complessive straordinariamente favorevoli a lungo" e precisato che tali condizioni "continueranno a essere favorevoli perché avremo per molto tempo tassi di interesse a breve termine ben al di sotto dei tassi di inflazione. Dobbiamo fare molta attenzione ed evitare in Italia un aumento del differenziale di interesse troppo alto rispetto ad altri Paesi".

L'Ucraina avrà conseguenze sull'ordine finanziario post-Guerra fredda

Per quanto riguarda il conflitto in Ucraina, il governatore di Via Nazionale ha dichiarato che "la cooperazione internazionale è essenziale per garantire una convivenza pacifica e mantenere un progresso che è stato molto importante negli ultimi 30 anni a livello globale. Bisogna mantenere una porta aperta al dialogo". Poi ha detto di condividere le "forti preoccupazioni per gli effetti di questa vicenda drammatica dell'invasione russa in Ucraina", che avrà conseguenze "sull'economia e anche sull'ordine monetario finanziario che si era andato stabilendo dopo la Guerra fredda".

Bce sempre più falco

La posizione di Visco è condivisa da molti banchieri centrali, fra cui anche il governatore della Banca centrale olandese, Klaas Knot. Secondo le sue dichiarazioni negli ultimi giorni, sembrerebbe realistico un primo rialzo dei tassi nella riunione di politica monetaria del 21 luglio. Knot si è addirittura sbilanciato, affermando che la Bce "dovrebbe mantenere la porta aperta a una mossa più significativa" se i dati in arrivo nei prossimi mesi suggerissero che l'inflazione si stia "allargando ulteriormente o intensificando", non escludendo un aumento da mezzo punto percentuale (sebbene il banchiere abbia sottolineato di preferire un aumento di 25 punti base).

Dichiarazioni che hanno innescato una certa volatilità sull'obbligazionario europeo, con rendimenti in netto rialzo e un miglioramento della propensione al rischio: il tasso di finanziamento del Bund tedesco è tornato sopra la soglia psicologica dell'1% (oggi allo 0,9765%). Knot è stato il primo a ipotizzare un rialzo di 50 punti base, mentre in un recente intervento della presidente della Bce, Christine Lagarde, è stato ribadito con una certa enfasi che la manovra di aumento sarà condotta in maniera graduale.

Alla Bce il sentiment sta cambiando

Nelle minute pubblicate ieri dalla Bce si evincono la crescente preoccupazione dei policy maker per l'aumento dell'inflazione e la necessità di una continua normalizzazione della politica monetaria. Con l'inflazione salita al livello record del 7,4% nell'Ue, la Bce ha confermato l'intenzione di porre fine al piano di acquisto di obbligazioni nel terzo trimestre. "Il sentiment tra i responsabili del board è cambiato sostanzialmente nelle ultime settimane. Quasi tutti coloro che hanno parlato pubblicamente stanno ora sostenendo un aumento dei tassi di interesse a luglio, il primo aumento della Bce in oltre un decennio, e molti stanno spingendo per portare il tasso sui depositi in territorio positivo già quest'anno", ha commentato Saverio Berlinanzi, analista senior di ActivTrades.

I mercati scontano per il resto dell'anno 107 bps di rialzi dei tassi

"La loro preoccupazione", ha continuato l'esperto, "è che l'inflazione non sia solo elevata, ma stia diventando di ampia portata, aumentando il rischio che la rapida crescita dei prezzi si stabilizzi ben al di sopra del target del 2%. In effetti, l'inflazione generale, esclusi alimentari ed energia, è quasi il doppio dell'obiettivo della Bce e la stragrande maggioranza delle previsioni pubbliche e private pone la crescita complessiva dei prezzi ben al di sopra dell'obiettivo anche nel 2023. I mercati attualmente valutano 107 punti base di rialzi dei tassi per il resto dell'anno o un aumento di poco più di un quarto percentuale a ogni riunione di politica monetaria da luglio in poi. Anche negli Usa i policy maker continuano a reiterare la necessità di molteplici rialzi dei tassi, anche a costo di provocare una recessione di cui già si cominciano a intravedere i segnali". (riproduzione riservata)



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