L’ultima assemblea Yolo che ha confermato al timone dell’insurtech l’amministratore delegato Gianluca De Cobelli e il presidente Simone Ranucci Brandimarte ha anche dato al consiglio di amministrazione della società la delega per un aumento di capitale fino a 6 milioni di euro. «L’intenzione è di avere la possibilità di essere veloci nel caso in cui si presentasse un’occasione di acquisto per crescere per linee esterne», spiega De Cobelli.
Più di qualche dossier sembra già essere sul tavolo della società, che negli ultimi mesi ha già realizzato diverse acquisizioni, come AllianceInsay, tech broker attivo nella distribuzione indiretta di prodotti e servizi assicurativi del ramo danni, Risorsa Uomo e Rcpolizza.it. «Grazie alle acquisizioni siamo cresciuti nei canali fisici che sfruttano il digitale, nell’automotive e nel settore education», spiega De Cobelli, «e siamo pronti a crescere ancora per potenziare il settore dei prodotti e servizi e il canale digitale», dice ancora De Cobelli che conferma l’obiettivo indicato al mercato con il nuovo piano industriale di arrivare a break even a fine anno e alla generazione di cassa dal 2027, con il fatturato arrivato a fine 2024 a 12,6 milioni, in crescita del 33% sul 2023. «L’alleanza con Cnp Santader Insurance, cui forniamo la nostra piattaforma tecnologica, già operativa in Spagna, sarà presto estesa anche a Polonia, Germania e Italia», dice l’ad, ricordando che Yolo, quotata all’Euronext Growth Milan dal 2022, è arrivata anche in Messico, dove ha firmato con Gnp Seguros, seconda compagnia del Paese, un’intesa per sviluppare una piattaforma assicurativa dedicata.
Parallelamente proseguono però anche le interlocuzioni avviate da Banca Imi, che ha ricevuto mandato alla fine dello scorso anno, per valutare altre opzioni strategiche che possano consentire a Yolo di fare un salto dimensionale importante, sempre più indispensabile nel settore insurtech. Tutte le ipotesi sono ancora al vaglio, come potrebbe essere l’arrivo di un fondo di private equity o di un socio industriale di preso che possa far crescere più rapidamente la società che nel suo capitale, oltre ai due fondatori Brandimarte e De Cobelli (che detengono circa il 12%), ha già investitori di primo piano (come Generali Italia e Neva sgr del gruppo Intesa Sanpaolo entrambe poco sopra il 10%) e Primo Ventures sgr all’8%. «La riflessione è ancora in corso e la valutazione sarà fatta probabilmente entro l’anno quando verrà deciso se procedere con un’integrazione o lasciare Yolo stand alone come ora». (riproduzione riservata)