Wopta Assicurazioni, l'insurtech che offre coperture assicurative ad artigiani, professionisti e imprenditori, ha chiuso un nuovo round di finanziamento da 5 milioni portando a oltre 20 milioni i capitali raccolti dal 2022 e si prepara già a un’altra operazione che potrebbe arrivare a 75 milioni, richiamando l’interesse di investitori istituzionali internazionali.
Nel capitale della società guidata dal fondatore e ceo, Vincenzo Macaione, che detiene il 40% delle azioni, ci sono importanti famiglie di imprenditori che hanno creduto nell’iniziativa fin dal suo avvio: come Holding B3 (gruppo Calzedonia) e la famiglia Macchi, Ettore Riello e Pbf (il family office della famiglia Paolo Berlusconi) ma anche personaggi del mondo dello sport e dello spettacolo come Massimo Ambrosini e Cristina Parodi. L’ultima raccolta da 5 milioni è stata sottoscritta da Make Your Credit, una fintech italiana attiva nell’anticipo crediti e nella finanza strutturata. «I capitali serviranno per finanziare acquisizioni nel settore del brokeraggio con due operazioni che sono già state chiuse di recente.
Quella di Zanni Broker, un intermediario con un forte radicamento nel territorio lombardo e un portafoglio consolidato tra pmi e retail, e GM Insurance Brokers, di Bergamo, con alte competenze nella gestione dei rischi aziendali», spiega Macaione a MF-Milano Finanza, «Wopta è una mga (Managing General Agent, ndr) e riesce per questo ad avere marginalità più alte nel settore, come dimostra il fatto di avere già raggiunto un ebitda positivo, un anno prima rispetto al piano».
La valutazione implicita di Wopta è di oltre 100 milioni. Il 2025 si è chiuso con 5 milioni di ricavi e 20 milioni di premi intermediati, con oltre 4.000 partner distributivi e 220.000 clienti.
«Puntiamo a raddoppiare questi numeri entro l’anno. Continueremo a guardare broker. Abbiamo ottenuto l’autorizzazione per operare in Francia e Spagna ma guardiamo anche ad altri mercati», conclude Macaione, che si è già messo a lavoro sulla nuova operazione di raccolta che potrebbe raggiungere 75 milioni e chiudersi entro l’anno:
«Stiamo ragionando sulla tipologia di raccolta e stiamo raggiungendo una dimensione tale da poter attrarre l’interesse di grandi investitori istituzionali esteri. Abbiamo dimostrato che il nostro modello funziona e le prime due acquisizioni non sono solo operazioni finanziarie ma il modo in cui Wopta mette radici nel tessuto economico reale, contribuendo a sostenerlo e a colmare il protection gap nel Paese». (riproduzione riservata)