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Venture capital, in frenata le exit tramite borsa

15 agosto 2023, 06:01

Non si placano i venti contrari sull’industria europea del venture capital. E non solo sul fronte dei nuovi unicorni (startup che raggiungono il miliardo di capitalizzazione senza essere quotate), appena 5 nel primo semestre dell’anno contro le 48 dell’intero 2022. Secondo quanto rilevato da Pitchbook un altro sintomo di debolezza del mercato è rappresentato dalle exit, la cui valutazione mediana è scesa dai 33,9 milioni di euro del primo trimestre ai 17,3 milioni del secondo. «Riteniamo che si tratti di una conseguenza delle strette monetarie», spiegano in una nota gli analisti di Pitchbook. «Ora le società di portafoglio devono mostrare il percorso verso la redditività e giustificare i loro modelli di business, in quanto la due diligence dei venture capitalist è sottoposta a un esame più severo».

Se questo vale per le exit verso compratori terzi lo studio rileva una certa cautela anche verso lo sbarco nei mercati pubblici tramite ipo. Nel primo semestre 2023 Pitchbook ha rilevato una sola exit tramite borsa: difficile se non impossibile che si possa raggiungere il livello di 38 società in portafoglio dei fondi sbarcate nel mercato pubblico nel corso del 2022. Avvicinando la lente a queste ipo si nota inoltre che solo 13 di esse hanno avuto una performance di borsa positiva dal momento dell’offerta pubblica di acquisto.

Tra queste compaiono due italiane, il social network TaTaTu dell’imprenditore Andrea Iervolino (proprietario anche della casa cinematografica Ilbe), che in borsa a Parigi vale più di 5,5 miliardi, e Dotstay, conosciuta anche come «la società che trova casa ai fuorisede», sbarcata su Egm a fine dicembre e in grado di mettere a segno una performance dell’86%. Tra i nomi italiani censiti da Pitchbook figura poi quello di Yolo, che dal momento della quotazione naviga intorno alla parità (in un contesto però molto negativo per il mercato di riferimento del gruppo, quello dell’insurtech).

Più in generale, il ritorno mediano delle società dei fondi sbarcate in borsa nel 2022 è stato negativo per il 30,6%. «Questo spiega perché i venture capitalist sono riluttanti a uscire attraverso quotazione in borsa, visto il crollo delle valutazioni nell'ultimo anno», spiega lo studio. «In effetti stiamo assistendo alla permanenza di fondi e fondatori all'interno dell'ecosistema venture proprio per evitare riduzioni di valutazione che possano derivare da un’uscita». (riproduzione riservata)



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