Neva sgr, società di venture capital del gruppo Intesa Sanpaolo controllata al 100% da Intesa Sanpaolo Innovation Center, realizza la prima exit dei fondi Neva II e Neva II Italia, avviati alla fine del 2024, e la conseguente prima distribuzione di capitale ai sottoscrittori.
L’ambito è quello della cybersecurity: la società statunitense Phosphorus, attiva nella sicurezza dell’extended Internet of Things (xIoT), in cui i fondi di Neva avevano investito poco più di un anno fa, è stata recentemente acquisita dalla connazionale Dragos, di cui a sua volta il colosso mondiale Accenture sta per acquisire una quota di maggioranza.
«L’operazione Phosphorus-Dragos e la nostra exit confermano la validità della gestione dei fondi Neva II e Neva II Italia, basata su una strategia di investimento mirata alla costruzione di un portafoglio diversificato, composto da società innovative con potenzialità e velocità di realizzazione e distribuzione diverse: da un lato realtà americane mature e dinamiche, dall’altro realtà italiane ed europee all’inizio del loro percorso di valorizzazione», commenta Mario Costantini, amministratore delegato e direttore generale di Neva, che per i prossimi investimenti guarderà «con particolare attenzione al digitale, alle energie alternative, alle biotecnologie in campo medico e all’aerospazio».
Con la distribuzione del capitale derivante dall’exit realizzata su Phosphorus il Fondo Neva II, dedicato agli investimenti globali, ha raggiunto un Dpi (Distributions to PaidIn Capital, multiplo del capitale investito) dell’11% e stima un Tvpi (Total Value to Paid-In Capital, cioè il multiplo del valore totale) pari a 1,06, tenendo conto del valore del portafoglio oltre che di oneri, richiami e distribuzioni nel periodo.
In parallelo il veicolo Neva II Italia, conforme alla normativa sui Pir e costruito per investitori istituzionali come casse di previdenza e fondi pensione, ha raggiunto un Dpi del 7% e stima un Tvpi pari a 1 con gli stessi criteri di Neva II.
Neva II Italia può inoltre beneficiare della quota parte di investimenti effettuati sul mercato statunitense, che consente di iniziare un percorso di distribuzione di proventi nell’attesa che il mercato italiano cresca.
Tali risultati peraltro si aggiungono alle exit del fondo Neva First che, sulla base delle dismissioni già realizzate e siglate, si appresta nelle prossime settimane a raggiungere distribuzioni complessive agli investitori pari a 24 milioni di euro, con un Dpi dell’11%. (riproduzione riservata)