Il via libera di Ivass per rilevare il 51% di Cnp UniCredit Vita e il 50% di Unicredit Allianz Vita è arrivato nei giorni scorsi. Ora Unicredit può quindi salire al 100% delle società sciogliendo le joint venture bancassicurative. La banca guidata da Andrea Orcel potrà così accelerare il piano che prevede di internalizzare completamente il business Vita in Italia creando una sola compagnia chiamata a gestire complessivamente premi per oltre 8,6 miliardi, di cui 5,1 miliardi arrivano da Unicredit Allianz Vita (+8,4% sul 2023) e 3,5 da Cnp Unicredit Vita (+23%). La rioganizzazione alla fine dello scorso anno era passata anche per la creazione nella banca di una divisione bancassurance affidata ad Alessandro Santoliquido, manager con una lunga esperienza nel settore.
L’obiettivo è tenere nel gruppo tutti gli utili e i dividendi pagati dalle società assicurative oggi condivisi coni partner, come già fatto a suo tempo da Intesa Sanpaolo. Nel 2024 da Unicredit Allianz Vita è arrivato in particolare un utile netto di 28,1 milioni, per una cedola complessiva di 70 milioni, grazie all’eccesso di capitale disponibile. Mentre Cnp Unicredit Vita lo scorso anno ha registrato un utile di 117 milioni e ha deciso di pagare 150 milioni di dividendi, di cui 73 milioni alla banca di piazza Gae Aulenti e 76 milioni alla compagnia assicurativa francese.
La firma per l’acquisto delle quote nelle joint venture Vita è prevista entro giugno e l’esercizio delle opzioni risultata regolato da precedenti accordi parasociali tra i partner. L’operazione per Unicredit vale circa 1,2 miliardi di euro e, come comunicato dalla banca lo scorso settembre, sarà interamente finanziata per cassa.
A giugno potrà quindi partire l’iter per richiedere alla Banca Centrale Europea l’applicazione del Danish Compromise. L’istituto dovrà in particolare ricevere lo status di conglomerato finanziario soggetto alla vigilanza supplementare e quindi all’applicazione del Compromesso Danese, che, sulle base delle prime stime elaborate dall’istituto guidato da Orcel lo scorso settembre, avrà un impatto di circa 20 punti base sul Cet1.
L’ambizioso obiettivo è ottenere il via libera della Bce entro quest’anno, mentre entro il 2026 dovrebbe essere formalizzata la fusione tra le due compagnie Vita, creando un’unica società in grado di aumentare le sinergie del business bancassicurativo e i benefici per l’istituto di credito. Dopodiché non è esclusa un’espansione anche su mercati esteri.
Nel ramo Danni, invece, resta saldo il rapporto di Unicredit con Allianz. Nel 2024 i premi di Unicredit Allianz Assicurazioni, compagnia detenuta al 50% dai due partner e che distribuisce le polizze Danni tramite le filiali della banca, hanno registrato una raccolta di 420 milioni e un utile netto di 42,82 milioni, in crescita rispetto ai 38,2 contabilizzati un anno prima. Va ricordato che la partnership è stata rinnovata nel 2022 estendendo l’accordo fino al 2027. (riproduzione riservata)