I dazi statunitensi non rischiano di frenare solo la crescita economica globale ma promettono di rallentare anche lo sviluppo del mercato assicurativo, Italia compresa. A fare i conti sono stati gli analisti dello Swiss Re Institute: nel loro ultimo report Sigma - che MF-Milano Finanza è in grado di anticipare - prevedono che nel 2025 i premi assicurativi mondiali limiteranno la crescita al 2%, più che dimezzata rispetto all’incremento del 5,2% del 2024. Un risultato che in quel caso aveva permesso di portare i premi assicurativi nel mondo a oltre 7.700 miliardi di dollari. «Se le prospettive di redditività degli assicuratori continuano a beneficiare dell’aumento del ritorno degli investimenti prevediamo che i dazi voluti dal presidente Usa Donald Trump rallenteranno la crescita del pil globale e, di conseguenza, peseranno sulla domanda assicurativa», rileva Jérôme Haegeli, group chief economist di Swiss Re, «a lungo termine la politica statunitense dei dazi rappresenta un ulteriore passo verso una maggiore frammentazione del mercato che ridurrà l’accessibilità e la disponibilità degli assicuratori, diminuendo così la resilienza al rischio globale».
L’impatto negativo è atteso anche in Italia che nel 2024 aveva addirittura registrato il secondo tasso di crescita dei premi assicurativi al mondo, con un aumento dei volumi complessivi del 14,6%, a 180 miliardi di dollari (+13,4% in termini reali, al netto dell’inflazione). Un incremento secondo soltanto alla Svezia che, nello stesso periodo, aveva registrato un aumento del 18,9%. Per il 2025, secondo le stime di Swiss Re, l’incremento dei premi in Italia sarà solo del 3,9% (sempre in termini reali) per ridursi ulteriormente a un +2% nel 2026. Il tutto malgrado l’introduzione dell’obbligo per le imprese di sottoscrivere polizze anti catastrofi stia iniziando a produrre i suoi effetti e dovrebbe portare 2 miliardi di euro di premi aggiuntivi.
Secondo Swiss Re il ramo Danni italiano chiuderà così il 2025 con uno sviluppo, in termini reali, del 5,4% (rispetto al +7,4% del 2024), mentre quello Vita subirà la frenata più brusca passando dall’aumento del premi del 16,2%, che c’era stato nel 2024, al +3,2% di quest’anno. «La crescita complessiva sarà trainata dalle riforme in materia di catastrofi naturali, che stimoleranno la domanda di assicurazioni immobiliari nel segmento danni», conclude Haegeli. «Nel segmento vita i prodotti ibridi lanciati nel 2024 continueranno a trainare la crescita dei premi di risparmio». (riproduzione riservata)