L’Italia è un Paese per startup? Le imprese innovative sono cresciute molto negli ultimi dieci anni, ma per numero di operatori e investimenti di venture capital e private equity l’Italia resta lontana da altri Stati. E quasi la metà dei fondi arriva da investitori esteri. È quanto emerge dal Quaderno «Startup: stato dell’arte in Italia-Valutazione e prospettive in tempi di Pnrr» che Aiaf (Associazione italiana per l’analisi finanziaria) presenterà martedì e che Milano Finanza è in grado di anticipare.
Nei primi tre mesi di quest’anno in Italia si contavano 14.029 imprese innovative, l’1,6% in meno del quarto trimestre 2022, con un calo dell’8,8% del valore della produzione totale. Il 2022 è stato un anno record per gli investimenti in private equity, venture capital e infrastrutture, che sono arrivati a 23,6 miliardi di euro, il 61% in più del 2021. Il solo venture capital ha raggiunto quota 1,8 miliardi (+48% sul 2021) e anche la raccolta sul mercato è cresciuta lo scorso anno (+3%). Il 45% dei fondi tra venture capital e private equity è però arrivato da investitori non italiani. In più, gli investimenti si sono concentrati sul Nord Italia (56% dell’ammontare, con 350 operazioni solo in Lombardia) lasciando al Sud le briciole (3%), ma il numero delle società finanziate (come mostrano i grafici sotto) rimane lontano da quello di Francia e Germania.

Un altro problema è il numero degli operatori di venture capital, che in Italia sono meno di 30 tra sicaf, sgr e sis. Ne servirebbero altri, ma, nell’attesa che si formino nuove figure specializzate, il report di Aiaf auspica che Cdp Venture Capital possa investire per 3-5 anni anche in player esteri purché sostengano startup italiane e aprano una sede in Italia.
Negli ultimi 15 anni sono state varate misure a favore del venture capital per circa 2,8 miliardi di euro, ma non basta. «Come emerge dall’analisi contenuta nel Quaderno Aiaf, occorre proseguire nel cammino intrapreso di sviluppo per un regime civilistico, fiscale, finanziario e organizzativo di favore per le startup», commenta Davide Grignani, presidente di Aiaf. Il Quaderno, ad esempio, propone una serie di agevolazioni fiscali oltre a una revisione della legge Passera sulle startup innovative del 2012. (riproduzione riservata)