Nonostante si facciano pochi figli, la propensione a investire per il futuro delle nuove generazioni resta uno dei tratti distintivi del risparmio italiano. Secondo il Censis il 78,7% delle famiglie dichiara di agire per costruire un domani più sereno per la propria prole e il 66% risparmia per finanziare spese importanti per finanziare spese importanti come il matrimonio o l’acquisto della prima casa.
Si tratta, dice il Censis, di una vera e propria cultura dell’investimento famigliare. Nel concreto, quali sono le mosse da compiere e i possibili strumenti finanziari da utilizzare?
Pianificare è il primo passo. Il punto di partenza è fare un check up finanziario individuando le risorse che si possono destinare al risparmio per i figli o i nipoti sulla base dei propri flussi di entrate e di eventuali somme già a disposizione. Anche importi contenuti, se investiti con regolarità su un orizzonte di lungo periodo, possono contribuire in modo significativo alla costruzione di un capitale. Investire in anticipo permette di sfruttare la capitalizzazione composta. I rendimenti maturati vengono reinvestiti e producono a loro volta nuovi rendimenti, generando nel tempo una crescita cumulata del capitale.
Va individuato poi l’obiettivo da realizzare a beneficio del minore anche in relazione alla sua età (comprare casa, finanziare il ciclo di studi o avviamento professionale, costruire l’integrazione pensionistica) e all’orizzonte temporale. Se l'orizzonte temporale è lungo si possono considerare investimenti con maggior potenziale di crescita, accettando una quota più elevata di rischio. Il tempo consente infatti di assorbire eventuali fasi negative dei mercati. All’approssimarsi della scadenza va invece raffreddata l’esposizione al rischio concentrando l’attenzione sulla protezione del capitale.
Si devono prevedere elementi di diversificazione per ridurre la sensibilità alle fluttuazioni di mercato e garantire una maggiore stabilità dell’investimento.
Leggi anche: La rivoluzione silenziosa della previdenza: gli Etf sfidano fondi e Tfr
Andando ai possibili strumenti una soluzione è quella del piano di accumulo (Pac) in fondi comuni di investimento, attraverso cui mettere da parte i risparmi in modo programmato, poco alla volta. La tipologia di fondo va scelta in relazione alla durata che ci si sia prefissati per l’investimento e al proprio profilo di rischio. Con orizzonti ampi si può propendere ad esempio per i fondi comuni azionari o bilanciati, se sono invece brevi si possono utilizzare fondi obbligazionari o monetari. La formula del pac consente di rendere sostenibile l'accantonamento in relazione al budget famigliare. Inoltre rappresenta uno stimolo al risparmio e permette di distribuire nel tempo il rischio di ingresso sui mercati, mediando i prezzi di acquisto.
Va prestata in ogni modo attenzione alla struttura dei costi prevista dal piano di accumulo. La logica del pac può essere attivata poi anche sottoscrivendo gli Etf, strumenti passivi quotati che hanno costi ridotti, possono essere venduti sul mercato come le azioni e rappresentano un veicolo di diversificazione che può contribuire a ridurre il rischio del portafoglio.
Leggi anche: Eredità, oltre 1.000 miliardi sono pronti a passare di mano: ecco come cambierà la ricchezza in Italia
Ulteriore opportunità è poi quella di investire in assicurazioni sulla vita sottoscritte con premi periodici. Dal punto di vista finanziario si può optare per una modalità più prudente tramite le polizze rivalutabili che investono in gestioni separate (il cosiddetto ramo I) e prevedono garanzia di conservazione del capitale (al netto dei costi) e in certi casi un rendimento minimo garantito. Si può invece ottenere un approccio più dinamico con le polizze unit linked (ovvero il ramo III) che investono in fondi comuni o con le polizze multiramo che sono collegate in parte a gestioni separate e in parte a fondi di tipo unit linked. L’offerta vita è anche arricchita da soluzioni specifiche: diversi operatori hanno sviluppato polizze dedicate ai minori che premiano il raggiungimento di obiettivi scolastici con bonus sul capitale finale. Ad esempio Risparmio Giovane di Unipol prevede che il capitale a scadenza venga aumentato del 10% se sono stati pagati tutti i premi con il bonus raddoppiato se il ragazzo ha conseguito il diploma di scuola secondaria superiore. Futuro Dedicato di Axa Mps, in caso di superamento dell’esame di maturità con una votazione pari o superiore a 95/100, offre la maggiorazione della prestazione del 10%. Anche Zerodiciotto Reale di Reale Mutua prevede, conseguita la maturità o la laurea, un incremento rispettivamente del 10% e del 15%. Cresco e Lode di Vittoria Assicurazioni individua la soglia di un voto di maturità superiore a 80/100 per riconoscere un bonus di merito, pari al 20%, della prestazione assicurata. Si possono trovare anche coperture in caso di prematuro decesso dell’assicurato come in InvestiPolizza Bnl Young di Bnp Paribas Cardif in cui vi è una prestazione pari al valore del contratto alla data della denuncia del sinistro aumentato di un bonus caso morte commisurato al numero di rate mancanti al completamento del piano di versamenti. In Patrimonio PerGiovani Insurance di Intesa Sanpaolo Assicurazioni in caso di decesso dà un rendimento minimo dello 0,25% all’anno sul capitale riconosciuto ai beneficiari.
Per investire in unica soluzione si possono poi considerare i fondi comuni con la formula Pic (piano di investimento capitale), le gestioni patrimoniali e le polizze vita a premio unico sia rivalutabili che unit linked che ancora multiramo. Per i fondi comuni con investimento unico si stanno sviluppando i target fund che si pongono l’obiettivo di massimizzare il rendimento del portafoglio in un orizzonte temporale predefinito ad una specifica data di scadenza. Potrebbero risultare adatti all’investimento a beneficio dei figli per raggiungere l’obiettivo individuato in fase di pianificazione. Va in ogni modo evidenziato che è possibile sottoscrivere questi fondi solo in determinate finestre temporali (generalmente di uno/due mesi). Le polizze vita a premio unico sono poi un interessante strumento anche per soddisfare il bisogno molto sentito nel vissuto delle famiglie italiane del passaggio generazionale. Vanno infatti ricordati i rilevanti vantaggi successori: le prestazioni corrisposte ai beneficiari non rientrano, in linea generale, nell'asse ereditario e sono esenti dall'imposta di successione. Godono poi dei benefici della impignorabilità e insequestrabilità nei limiti previsti dalla legge. Anche il risparmio postale offre soluzioni ad hoc. Per gli under 18 Poste Italiane propone i buoni fruttiferi dedicati, acquistabili fino ai 16 anni e mezzo del minore, con gli interessi che maturano fino alla maggiore età. Possono essere sottoscritti sia in forma cartacea (acquistabili da chiunque purché maggiorenne) che in forma dematerializzata (solo dal genitore o dal tutore). Si può attivare anche un piano di risparmio per acquistarli in modo periodico e automatico con importo minimo iniziale di 50 euro. Una volta raggiunta la maggiore età, ci sono le diverse emissioni di buoni fruttiferi presenti nell’offerta postale. I buoni hanno tassazione dei rendimenti agevolata al 12,5%, non pagano imposta di bollo fino a un importo di 5 mila euro (oltre 34,2 euro l’anno) e sono esenti da imposta di successione.
Un genitore può supportare i figli anche in una prospettiva di integrazione pensionistica. Avviare una forma di previdenza complementare fin dalla giovane età consente di accumulare un montante più elevato e di maturare anzianità di iscrizione utile per richiedere in futuro eventuali anticipazioni al fondo pensione. Si aggiungono poi gli incentivi fiscali previsti dalla normativa previdenziale. A partire dal fatto che i contributi a beneficio di un famigliare a carico sono deducibili entro il limite annuo dei 5.300 euro da parte di chi effettua il versamento (considerando anche i contributi investiti da quest’ultimo per la propria posizione previdenziale).
Se il genitore è dipendente e il proprio fondo pensione collettivo di riferimento lo consenta, vi può iscrivere il figlio per beneficiare dei costi ridotti e degli eventuali contributi del datore di lavoro previsti in alcuni accordi collettivi. In alternativa si può valutare un fondo pensione aperto o un Pip (piano individuale pensionistico). Nella scelta, in ogni caso, va considerato l’indicatore sintetico di costo (Isc, valore disponibile per ogni soluzione sul sito della Covip), le proposte della varie linee di investimento, gli eventuali percorsi di tipo life cycle e le diverse tipologie di rendite vitalizie. (riproduzione riservata)