Il risparmio gestito italiano ringrazia ancora una volta l’apporto dei fondi obbligazionari, autentici mattatori dell’industria, e archivia il primo semestre dell’anno con 15,9 miliardi di afflussi di cui 12,5 (cioè il 79%) attribuibile ai soli comparti a reddito fisso.
La raccolta netta del semestre, certifica Assogestioni nella sua mappa dedicata allo stato di salute risparmio gestito, è stata peraltro rivista al rialzo di quasi 5 miliardi rispetto agli 11 stimati dalle mappe parziali mensili.
Guardando allo spaccato delle singole categorie di prodotti di investimento, l’Ufficio Studi dell’associazione presieduta da Maria Luisa Gota (Eurizon) certifica che, sotto il dominio incontrastato dei comparti a reddito fisso, le altre voci hanno fatto più fatica.
A cominciare dai fondi bilanciati e flessibili, in rosso rispettivamente per 8,9 e 2 miliardi. Sostanzialmente stabili invece i comparti azionari, che hanno registrato nel semestre una raccolta negativa per 136 milioni di euro. Corposo segno più anche per i fondi monetari, che investono in bond a brevissima scadenza e che nel semestre hanno messo a segno afflussi per 5,3 miliardi.
Nel solo secondo trimestre lo spaccato della raccolta ha mostrato flussi in entrata per 7,6 miliardi, in calo rispetto agli 8,3 dei primi tre mesi dell’anno. Anche tra aprile e giugno i fondi obbligazionari hanno costituito la primissima voce di raccolta, portando in dote una raccolta di 5,3 miliardi (più 1,7 sui monetari).
C’è un altro aspetto significativo, come sottolineato dal direttore Ufficio Studi della Confindustria dei fondi, Alessandro Rota: «La raccolta del secondo trimestre ha premiato i prodotti italiani, che hanno dominato la classifica con flussi positivi per 3,9 miliardi». Questo trend, ha aggiunto, «va attribuito al buon successo di pubblico e di raccolta dei fondi a scadenza di nuova generazione».
A margine, Assogestioni ha anche calcolato il patrimonio dell’industria a fine giugno, tornato sopra i 2.500 miliardi di euro (per la precisione 2.535 miliardi) dai 2.488 di fine marzo. Sul totale il 53,7%, cioè 1.362 miliardi, è attribuibile alle gestioni collettive (fondi aperti e chiusi) mentre il restante 46,3% fa capo alle gestioni di portafoglio, che nel primo semestre hanno registrato una raccolta positiva per 4,1 miliardi, supportata in particolare dalla componente retail (5,5 miliardi). (riproduzione riservata)