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Maria Luisa Gota
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Risparmio gestito, novembre negativo per la raccolta: deflussi per 4,5 miliardi, si salvano solo i fondi obbligazionari

29 dicembre 2025, 11:30 Ultimo aggiornamento: 13:11

I comparti a reddito fisso sfiorano i 300 milioni di afflussi e superano i 20 miliardi da inizio anno: in difficoltà tutte le altre categorie, comprese le gestioni di portafoglio

Novembre col freno a mano per il risparmio gestito italiano: secondo quanto fotografato da Assogestioni, associazione di categoria presieduta da Maria Luisa Gota (Eurizon), l’industria ha archiviato il mese con deflussi pari a 4,5 miliardi di euro. Si tratta di una frenata significativa, dopo che a ottobre la raccolta era stata positiva per 3,2 miliardi, e anche del peggior mese del 2025. Solo altre due volte erano infatti stati registrati dei deflussi: a maggio (-2,4 miliardi) e poi a settembre (-905 milioni).

Segno meno per le due macro-categorie di prodotti: le gestioni collettive (fondi aperti e chiusi) hanno registrato una raccolta negativa per 1,9 miliardi, mentre le gestioni di portafoglio sono andate in rosso di 2,6 miliardi.

Si salvano solo i fondi obbligazionari

Guardando alle singole categorie di fondi comuni, l’unica a muoversi in controtendenza è quella dei comparti obbligazionari, che hanno sfiorato i 300 milioni di afflussi. In questo modo le strategie a reddito fisso si confermano le assolute vincitrici del 2025: in totale hanno superato i 20 miliardi di raccolta da inizio anno, il 68% di quella complessiva di tutta l’industria (28,9 miliardi).

Il trend, che prosegue ormai da mesi, accomuna le società di gestione e le reti di consulenza. Nella rilevazione di Assoreti relativa al mese di ottobre si nota infatti come, da inizio anno, i comparti obbligazionari abbiano raccolto 2,2 miliardi (su 2,9 totali) per quanto riguarda i fondi di diritto italiano, e 8,6 miliardi (su 15,6 totali) nell’ambito di quelli di diritto estero. 

In difficoltà i fondi azionari

Morale: gli investitori italiani, serviti dalle reti di consulenza e non, stanno indirizzando da mesi a questa parte le loro scelte in ambito di risparmio gestito verso l’obbligazionario, e si stanno allontanando sempre più dalle altre categorie di prodotto. Lo dimostra la nuova emorragia di deflussi dai fondi azionari (-351 milioni a novembre) e da quelli flessibili (-731).

I comparti azionari, negli undici mesi, hanno subito riscatti per oltre 3 miliardi: anche a ottobre peraltro, certifica Assogestioni, erano andati in rosso di 1,2 miliardi, facendo solo leggermente meglio dei flessibili, che negli undici mesi sono in negativo di 5 miliardi. Per quanto riguarda i bilanciati, invece, a novembre questa categoria di comparti ha tenuto botta, chiudendo con una raccolta modesta ma positiva (+88 milioni). Ciò non toglie che, nel bilancio complessivo da gennaio, proprio dai fondi bilanciati siano arrivati i maggiori riscatti: quasi 10 miliardi di rosso.

Fondi monetari in rosso: bene o male?

A zavorrare più di tutti la raccolta di novembre è stata tuttavia un’altra categoria di prodotti, classificati a parte anche se di fatto i loro sottostanti sono obbligazioni a cortissima scadenza: si tratta dei fondi monetari. Queste strategie hanno chiuso il mese in rosso per 1,5 miliardi ma restano in positivo di più di 6 miliardi da inizio anno.

La notizia dei deflussi dai monetari potrebbe in realtà rivelare positiva per i prossimi mesi: questi fondi, infatti, sono specifici prodotti di investimento pensati per parcheggiare la liquidità in fasi di mercato turbolente, con profili di rischio molto bassi e rendimenti modesti. I deflussi dai monetari potrebbero indicare la volontà degli investitori di tornare sui mercati il prima possibile, abbandonando la liquidità remunerata per cercare performance più robuste sull’obbligazionario classico e (questo è l’auspicio di gestori e consulenti) sull’azionario. 

Scende anche il patrimonio

In totale, negli undici mesi i fondi aperti hanno raccolto 14 miliardi (con gli obbligazionari che hanno compensato da soli i riscatti da tutti le altre categorie), quelli chiusi hanno superato i 4,2 miliardi, mentre le gestioni di portafoglio hanno registrato 10 miliardi di afflussi, con la componente retail nettamente predominante.

In calo, a fine novembre, anche il patrimonio dell’industria: complici mercati in parziale frenata, le masse totali sono scese da 2.630 a 2.621 miliardi. All’interno dei fondi comuni gli obbligazionari pesano ormai per oltre un terzo (36%) del totale. (riproduzione riservata)



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